Professione
28 Giugno 2023 Il Comitato tecnico sanitario del Ministero della Salute ha stabilito che il termine non può essere utilizzato nella pubblicità di farmaci orali contro gli ectoparassiti. Le motivazioni della disposizione spiegate alla filiera.

Parlando di medicinali veterinari ad uso orale utilizzati per il trattamento delle infestazioni da ectoparassiti, è consentito inserire nella pubblicità il termine “protezione” e simili?
No: questo il responso degli esperti del Comitato tecnico sanitario, Sezione E) pubblicità sanitaria, che si sono pronunciati a seguito della valutazione approfondita della documentazione presentata dalle Aziende.
La loro disposizione è poi stata resa pubblica in un documento indirizzato ad Aisa, Assalzoo e Assogenerici.
La motivazione?
Perché in questo tipo di medicinali il rischio di trasmissione di malattie da parassiti non può essere escluso del tutto: infatti questi vettori per essere esposti al principio attivo contenuto nel medicinale devono prima pungere l’animale e iniziare ad assumere il pasto di sangue.
Ne discende che gli animali non risultano completamente protetti da tali patologie, come anche indicato negli stampati illustrativi dei medicinali interessati.
Ricorrere a termini come “protezione” e simili, dunque, può confondere il pubblico.
Cosa fare, allora, nel caso il termine sia già stato utilizzato?
Semplice: i messaggi pubblicitari già autorizzati, ma risultanti non conformi alle recenti disposizioni dovranno essere riformulati eliminando i termini non ammessi.
Inoltre, per facilitare la lettura delle indicazioni, la circolare invita a redigere i foglietti illustrativi con caratteri di dimensioni adeguate e, comunque, non inferiori al corpo 9.
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