Ruminanti
20 Ottobre 2022 I bovini mostrano una bassa suscettibilità a SARS-CoV-2; il caso delle vacche di Ariano Irpino potrebbe essere il primo di sieroconversione naturale.

I coronavirus (CoV) possono emergere dagli ospiti della fauna selvatica e infettare esseri umani e animali. Finora, l'infezione naturale da SARS-CoV-2 è stata segnalata in diversi animali, ma non è stata riscontrata negli animali da fattoria, come bufali, capre, pecore, cavalli, conigli, galline, maiali o mucche, nonostante il contatto con i loro allevatori umani SARS-CoV-2 positivi. Inoltre, è stata rilevata una bassa suscettibilità a SARS-CoV-2 nei bovini infettati sperimentalmente con SARS-CoV-2. Quindi, probabilmente, non svolgono il ruolo di serbatoi. Il potenziale zoonotico sconosciuto di questo virus è motivo di preoccupazione per i proprietari di animali domestici e gli allevatori. Tuttavia, nelle aree con grandi popolazioni di bovini e un'elevata prevalenza di infezione da SARS-CoV-2 nell'uomo, uno stretto contatto tra bestiame e lavoratori agricoli può causare infezioni zoonotiche inverse nei bovini, come è già stato descritto per specie animali altamente sensibili, come i visoni, cani e gatti. Pertanto, lo studio delle caratteristiche zoonotiche di SARS-CoV-2 potrebbe aiutare nello sviluppo di una strategia per il rilevamento del virus e il controllo della diffusione virale. Partendo da questi presupposti, un team di ricercatori afferenti all’Università di Napoli, all’IZS del Mezzogiorno e alla ASL di Avellino ha testato 24 vacche in lattazione in un allevamento di bovini di Ariano Irpino in cui, prima dell'indagine, 13 dei 20 lavoratori agricoli avevano mostrato sintomi compatibili con il Covid-19 e uno dei 13 era morto. Tutti i tamponi nasali e rettali e quelli di latte erano negativi per SARS-CoV-2 RNA. Dei 24 campioni di siero raccolti, 11 hanno mostrato anticorpi contro la proteina nucleocapside SARS-CoV-2, 14 hanno mostrato anticorpi contro la proteina spike SARS-CoV-2 e 13 hanno sviluppato anticorpi neutralizzanti per SARS-COV-2; tutti i campioni, invece, sono risultati negativi al Coronavirus Bovino (BCoV), un altro betacoronavirus. Questo è il primo rapporto di evidenza sierologica naturale dell'infezione da SARS-CoV-2 nelle vacche in lattazione. Per questo i ricercatori ipotizzano si possa trattare di un caso di zoonosi inversa. Tuttavia, il ruolo del bestiame nell'infezione e nella trasmissione da SARS-CoV-2 sembra essere trascurabile.
First Description of Serological Evidence for SARS-CoV-2 in Lactating Cows - https://doi.org/10.3390/ani12111459
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
05/08/2026
Confcooperative Agroalimentare lancia l'allarme: lo stress termico negli allevamenti, aggravato da emergenza idrica e scarsità di foraggi, sta riducendo la produzione di latte di circa il 10%...
A cura di Redazione Vet33
05/08/2026
Il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, lancia l’allarme: solo il 20% dei capi ovini risulta vaccinato contro la Lingua blu nell’Isola, a poche settimane dalle fasi...
A cura di Redazione Vet33
05/08/2026
Con la circolare del 28 aprile 2026, il Ministero della Salute ha rafforzato per la stagione vettoriale in corso la sorveglianza integrata sul virus West Nile, coinvolgendo Servizi Veterinari,...
A cura di Redazione Vet33
05/08/2026
Il Sindacato Italiano Veterinari di Medicina Pubblica critica duramente il decreto attuativo sulle borse di specializzazione: importi giudicati insufficienti, iter troppo lento e appena 172 borse...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022