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25 Luglio 2022

Gatto bianco e sordità. Colpa dell’iride blu?

Le evidenze scientifiche sul nesso tra sordità neurosensoriale congenita e iride blu, nel gatto bianco, non sono omogenee. La connessione va ulteriormente indagata, così come quella con la razza.


Gatto bianco e sordità. Colpa dell’iride blu?

La sordità neurosensoriale congenita (CSD) nei gatti è da anni oggetto di ricerca, tuttavia, nonostante i numerosi studi, molti aspetti di questa malattia rimangono inspiegabili. Di fatto è noto che essa ha una spiccata prevalenza negli esemplari in cui è presente il gene bianco autosomico dominante (W). Inoltre, negli anni, la CSD nei gatti bianchi con occhi azzurri è stata utilizzata come modello negli studi sulla sindrome di Waardenburg umana. E’ stato inoltre evidenziato che i gatti con iridi blu sono più predisposti a sordità neurosensoriale congenita. Gli animali nascono sordi o perdono l'udito in modo irreversibile entro le prime 4-5 settimane di vita.  Al netto di ciò, tuttavia, per quanto attiene alla sua manifestazione tra gatti bianchi di proprietà, la letteratura non è molto ampia, dal momento che la maggior parte delle informazioni è assicurata da colonie sperimentali di razza mista.  Per colmare questa lacuna, di recente l’Università di Warmia e Masuria a Olsztyn ha condotto uno studio che si è espressamente focalizzato sul fenomeno in relazione a un panel di gatti bianchi di razza, selezionati sul territorio polacco. Su questa patologia già da un po’ di tempo, la Polonia ha infatti alzato la guardia. Come dimostra il fatto che dal 1° gennaio 2021, è in vigore una delibera dell'Assemblea Generale dei Membri della Federazione Felinologica Polacca, Felis che richiede il test BAER per i gatti bianchi destinati alla riproduzione.

Lo studio

Prendendo in considerazione il colore delle iridi e determinando la prevalenza di CSD tra diverse razze di gatti in cui è presente il gene W dominante, lo studio è stato condotto su 72 gatti bianchi di sei razze diverse (27 Maine Coon, 23 Norwegian Forrest Cats, 8 Sphynx, 7 British Shorthairs, 6 Devon Rexes, 1 Cornish Rex). All’interno di tale campione, la sordità neurosensoriale congenita ha rivelato un’incidenza del 16,7%, con una prevalenza di quella monolaterale. Non è stata invece evidenziata alcuna associazione tra sesso e CSD né tra CSD e una particolare razza. Inoltre, non si è riscontrato legame alcuno tra il colore blu delle iridi e la sordità nella popolazione studiata. Come è evidente, i risultati di questo studio, differiscono dalle precedenti evidenze scientifiche emerse, per quanto attiene a due variabili come razza e colore dell’iride.  Queste difformità potrebbero essere attribuibili a un diverso pool genetico nelle popolazioni studiate. Ciò non toglie che, se si vuole eliminare il rischio di trasmissione della CSD nella popolazione con un ampio margine di sicurezza e sulla base di riscontri scientifici validati, è necessario condurre ulteriori studi che coinvolgano gatti bianchi sia con iride blu che di altri colori e che si concentrino anche sulle singole razze di gatti. 

Annemarie, K., Liliana, R., Małgorzata, K. et al. Evaluation of the prevalence of congenital sensorineural deafness in a population of 72 client-owned purebred white cats examined from 2007 to 2021. BMC Vet Res 18, 287 (2022). https://doi.org/10.1186/s12917-022-03378-2

TAG: GENE W DOMINANTE, IRIDE BLU, SORDITà NEUROSENSORIALE CONGENITA

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