Cani
20 Luglio 2022 Evidenziata una prevalenza non trascurabile di patogeni trasmessi da vettori canini: in ambito trasfusionale ciò potrebbe avere risvolti anche di interesse zoonotico.

I patogeni trasmessi da vettori canini (CVBP) rappresentano una sfida per la medicina trasfusionale veterinaria, poiché alcuni possono essere trasmessi tramite trasfusione di sangue e sono di interesse zoonotico. Con l’intento di approfondire il tema, individuando potenziali prospettive di ricerca, il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Perugia ha di recente condotto un'indagine epidemiologica longitudinale retrospettiva, utilizzando i dati epidemiologici sui CVBP, ottenuti durante 10 anni di screening pre-donatore (2012-2021) da una banca del sangue veterinaria del centro Italia. I risultati sono stati ottenuti utilizzando l'Immunofluorescent Antibody Test (IFAT) condotto su sieri al fine di valutare gli anticorpi IgG contro Leishmania infantum, Ehrlichia canis, Anaplasma phagocythophilum, Babesia canis e Rickettsia conorii; per le rilevazioni sono stati utilizzati il test di Knott modificato e un kit ELISADirofilaria immitis e Dirofilaria repens. Dall’indagine così condotta, è emerso che in totale, 324 dei 1260 donatori di sangue canini (25,71%) erano sieropositivi per almeno un patogeno. Il tasso di positività complessiva più alto è stato rilevato per L. infantum (12,22%), seguito da E. canis (2,30%), A. phagocytophilum (1,19%), D. repens (0,95%), D. immitis (0,32%), e B. canis (0,16%). Dal 2012 al 2014 è stata registrata una prevalenza del 20,12% per R. conorii. Infezioni miste sono state registrate in 21 cani. Si è quindi riscontrata una prevalenza non trascurabile di patogeni trasmessi da vettori canini in animali selezionati sulla base di criteri rigorosi relativi ai controlli regolari di endo ed ectoparassiti. Pertanto, i ricercatori sottolineano il ruolo che la banca del sangue potrebbe svolgere in qualità di osservatorio epidemiologico locale affidabile, in particolare per quelle di interesse zoonotico, in termini di valutazione del rischio di esposizione umana. Inoltre, i tassi di prevalenza rilevati confermano la necessità di proseguire e migliorare i criteri standard di selezione dei donatori e di adottare uno screening implementato.
Retrospective Longitudinal Survey on Canine Vector-Borne Pathogens: Trends and Challenges of 10 Years of Activities of a Veterinary Blood Bank di Giulia Morganti, Arianna Miglio, Iolanda Moretta, Ambra L. Misia, Giulia Rigamonti, Valentina Cremonini, Maria T.Antognoni, Fabrizia Veronesi - Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Perugia, Via San Costanzo 4, 06126 Perugia, Italia - https://doi.org/10.3390/vetsci9060274
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