Alimentazione
14 Ottobre 2026Uno studio su 16 Golden Retriever rileva una minore digeribilità della sostanza secca e delle proteine con l'aggiunta del 4% di residui di gelso nella dieta
L'aggiunta del 4% di residui della lavorazione delle more di gelso nell'alimentazione del cane riduce la digeribilità della sostanza secca e delle proteine e modifica alcuni parametri della fermentazione intestinale, senza determinare alterazioni clinicamente rilevanti dei principali indicatori ematologici e biochimici. È quanto emerge da uno studio pubblicato il 13 ottobre 2026 su BMC Veterinary Research, condotto da ricercatori della Selçuk University, in Turchia.
La ricerca ha valutato l'impiego della sansa di gelso, un sottoprodotto ottenuto dalla spremitura dei frutti per la produzione di melassa. Il materiale contiene bucce, polpa e semi ed è ricco di fibre alimentari insolubili e polifenoli, prevalentemente antociani.
Lo studio ha coinvolto 16 Golden Retriever sani, di età compresa tra due e otto anni e con un peso medio di 31 chilogrammi. Gli animali sono stati suddivisi casualmente in due gruppi di otto soggetti e alimentati per 30 giorni con una dieta di controllo oppure con una dieta contenente il 4% di sansa di gelso.
Ridotta digeribilità di sostanza secca e proteine
Nel gruppo che ha ricevuto l'ingrediente sperimentale, la digeribilità della sostanza secca è risultata pari al 79,27%, rispetto all'82,81% del gruppo di controllo. Anche la digeribilità delle proteine grezze è diminuita, passando dall'80,23% al 76,89%. Entrambe le differenze sono risultate statisticamente significative.
Non sono state invece osservate differenze significative nella digeribilità della fibra grezza.
La consistenza delle feci è risultata numericamente più morbida nel gruppo sperimentale, ma la differenza non ha raggiunto la significatività statistica. Il pH fecale è aumentato da 6,01 a 6,62.
Modificazioni della fermentazione intestinale
L'inclusione della sansa di gelso ha determinato un aumento dell'ammoniaca fecale, da 6,02 a 7,31 micromoli per grammo di sostanza secca, e dell'acido valerico, da 5,70 a 15,26 micromoli per grammo.
È stata osservata anche una tendenza alla riduzione dell'acido butirrico, da 82,32 a 59,95 micromoli per grammo, senza raggiungere la significatività statistica. Le concentrazioni di acido acetico e propionico non hanno mostrato differenze significative.
Secondo gli autori, questi risultati indicano uno spostamento della fermentazione intestinale verso una maggiore componente proteolitica rispetto a quella saccarolitica.
Nessuna alterazione clinica rilevante, ma servono ulteriori studi
I parametri ematologici sono rimasti entro gli intervalli di riferimento. Durante lo studio, colesterolo, glucosio e azoto ureico ematico sono aumentati significativamente in entrambi i gruppi; al trentesimo giorno l'azoto ureico è risultato più elevato nei cani alimentati con sansa di gelso.
Non sono state rilevate differenze significative nelle concentrazioni sieriche delle immunoglobuline IgE e IgG.
Gli autori sottolineano che la possibile riduzione dell'acido butirrico richiede particolare attenzione, pur non essendo risultata statisticamente significativa.
La ricerca conclude che sono necessari studi con percentuali di inclusione inferiori al 4%, periodi di somministrazione più lunghi e analisi molecolari del microbiota intestinale prima di poter raccomandare la sansa di gelso come ingrediente funzionale negli alimenti per cani.
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