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24 Febbraio 2026

Tumori nei gatti domestici, profilate geneticamente 13 neoplasie: mutazioni comuni con l’uomo aprono a medicina di precisione

Uno studio pubblicato su Science ha sequenziato quasi 500 tumori felini identificando geni driver condivisi con i tumori umani, tra cui FBXW7 nel carcinoma mammario. Si tratta di una svolta per l’oncologia comparata e l’approccio One Medicine

di Redazione Vet33


Tumori nei gatti domestici, profilate geneticamente 13 neoplasie: mutazioni comuni con l’uomo aprono a medicina di precisione

Per la prima volta i tumori dei gatti domestici sono stati profilati geneticamente su larga scala. Sono stati analizzati 493 campioni appartenenti a 13 diversi tipi di neoplasia, confrontati con tessuti sani e con i principali geni tumorali umani. I risultati, pubblicati su Science, hanno mostrato numerose mutazioni driver comuni tra le specie, aprendo nuove prospettive per diagnosi e terapie personalizzate in oncologia veterinaria e umana secondo l’approccio One Medicine.

La prima mappatura su larga scala dell’oncogenoma felino

Lo studio, frutto della collaborazione tra il Wellcome Sanger Institute (Uk), l’Ontario Veterinary College (Canada) e l’Università di Berna (Svizzeta), ha sequenziato il Dna di campioni tumorali felini raccolti a fini diagnostici in cinque Paesi. I ricercatori hanno esaminato circa mille geni associati al cancro in 13 diverse neoplasie, ottenendo la prima caratterizzazione sistematica dell’oncogenoma del gatto domestico. Il confronto con tessuti sani di controllo ha consentito di identificare con maggiore precisione le alterazioni genetiche responsabili della tumorigenesi.

“Nonostante i gatti domestici siano animali domestici comuni, fino ad ora si sapeva molto poco sulla genetica del cancro in questi animali”, afferma Geoffrey Wood, professore di patobiologia all’Università di Guelph, in Canada, e coautore senior dello studio. 

L’analisi ha evidenziato notevoli somiglianze tra i profili genetici dei tumori felini e quelli umani, suggerendo meccanismi patogenetici comuni. Mutazioni driver analoghe sono state osservate in neoplasie del sangue, ossa, polmoni, pelle, tratto gastrointestinale e sistema nervoso centrale. Tra gli oncogeni con prevalenza simile nelle due specie compare anche TP53, già noto per il suo ruolo centrale in numerosi tumori umani.

Il ruolo del gene FBXW7 nei tumori mammari

Una delle scoperte più significative riguarda il gene FBXW7, risultato mutato in oltre il 50% dei tumori mammari felini. Negli esseri umani, la stessa mutazione è associata a prognosi sfavorevole nel carcinoma della mammella, indicando un possibile parallelismo biologico tra le due specie. 
I dati preliminari suggeriscono inoltre che alcuni chemioterapici mostrano maggiore efficacia nei tumori mammari di gatti con mutazione di FBXW7, aprendo la strada a strategie terapeutiche mirate.

“Avere accesso a un set così ampio di tessuti donati ci ha permesso di valutare le risposte ai farmaci in tutti i tipi di tumore - ha sottolineato Sven Rottenberg, coautore senior dell’Università di Berna - in un modo che non era mai stato possibile prima su questa scala”.

Ambiente condiviso: rischio oncologico comparato?

Gli autori sottolineano anche che i gatti e i loro proprietari condividono spesso gli stessi fattori ambientali di rischio oncologico, inclusa l’esposizione a sostanze chimiche, inquinanti o stili di vita simili. Questo potrebbe rafforzare il valore del gatto domestico come modello spontaneo di studio per comprendere l’influenza dell’ambiente sullo sviluppo del cancro nelle diverse specie.

Verso l’oncologia felina di precisione e l’approccio One Medicine

La creazione di una banca dati genetica accessibile agli scienziati rappresenta un passo decisivo verso l’oncologia felina di precisione. L’approccio One Medicine, che promuove il flusso bidirezionale di conoscenze tra medicina umana e veterinaria, potrebbe consentire di testare terapie sviluppate per l’uomo nei pazienti felini e, viceversa, utilizzare i dati clinici dei gatti per orientare futuri studi oncologici umani.

“Quando la conoscenza e i dati fluiscono tra discipline diverse, ne possiamo trarre beneficio tutti”, assicura Bailey Francis, co-autore principale del Wellcome Sanger Institute, secondo cui la ricerca potrebbe rivelarsi utile anche per i cani. 

I risultati colmano un’importante lacuna conoscitiva nella genetica dei tumori felini e pongono le basi per lo sviluppo di test diagnostici molecolari e terapie mirate anche in medicina veterinaria. Considerando che il cancro rappresenta una delle principali cause di morte nei gatti domestici, la comprensione dei meccanismi genetici condivisi con l’uomo potrebbe migliorare significativamente la prognosi e le opzioni terapeutiche in entrambe le specie.

“Ora possiamo cominciare a compiere i prossimi passi verso l’oncologia felina di precisione, recuperare il ritardo nelle opzioni diagnostiche e terapeutiche disponibili per i cani affetti da cancro e, un giorno, anche per gli esseri umani” conclude Louise Van Der Weyden, autrice principale del Wellcome Sanger Institute, indicando le aree di ricerca futura.

CITATI: BAILEY FRANCIS, GEOFFREY WOOD, LOUISE VAN DER WEYDEN, SVEN ROTTENBERG
TAG: GATTI, ONCOLOGIA COMPARATA, ONE MEDICINE, TUMORI

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