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21 Gennaio 2026

Virus. Cosa sono, come sono fatti e come si classificano. Le basi della virologia veterinaria

Dalle dimensioni microscopiche al parassitismo genetico: struttura, funzionamento e principali gruppi di virus animali, vegetali e batterici nel volume Microbiologia e immunologia veterinaria


Virus. Cosa sono, come sono fatti e come si classificano. Le basi della virologia veterinaria

Che cosa sono i virus? In che cosa si distinguono dagli altri microrganismi patogeni e quali sono i principali gruppi che interessano la medicina veterinaria? La quarta edizione di Microbiologia e immunologia veterinaria (2026), pubblicata da Edra Edizioni e firmata da Giorgio Poli, Paola Dall’Ara, Piera Anna Martino e Sergio Rosati, ripercorre le basi della virologia: dalla struttura dei virioni alla natura del genoma, fino alle modalità di replicazione e alla classificazione dei virus animali, vegetali e batterici. Un quadro teorico essenziale per comprendere il ruolo dei virus nelle malattie infettive e il loro peculiare rapporto con la cellula ospite.

Che cosa sono 

I virus sono agenti patogeni capaci di infettare cellule animali, vegetali e batteriche. Il termine “virus”, derivante dal latino e significante “veleno”, richiama efficacemente gli effetti spesso gravi che essi provocano negli organismi viventi. Si distinguono per le dimensioni estremamente ridotte (10–300 nm) e per il loro parassitismo obbligato, poiché non sono in grado di riprodursi al di fuori di una cellula ospite. A causa delle loro dimensioni, la loro struttura può essere osservata solo con il microscopio elettronico, che rivela forme sferiche, bastoncellari o più complesse, come quelle con testa e coda tipiche dei batteriofagi.

I virus sono costituiti essenzialmente da acido nucleico e proteine. Il genoma virale può essere formato da DNA oppure da RNA, ma mai da entrambi contemporaneamente. L’acido nucleico, che rappresenta il 5–10% della particella virale, è racchiuso in un involucro proteico detto capside. Studi fondamentali, come quelli di Hershey e Chase, hanno dimostrato che nei batteriofagi solo il DNA penetra nella cellula ospite, mentre il guscio proteico rimane all’esterno. Analogamente, nei virus a RNA, come il virus del mosaico del tabacco, è l’RNA stesso a contenere tutte le informazioni necessarie alla replicazione e all’infezione, dimostrando che l’acido nucleico è la più piccola unità dotata di proprietà infettanti.

Alcuni virus animali presentano una struttura più complessa, comprendente anche lipidi e carboidrati; in questi casi sono dotati di una membrana esterna (envelope) di natura lipidica con proteine transmembrana, come nei virus influenzali o nei retrovirus. Sebbene i virus siano privi degli enzimi necessari al metabolismo energetico, alcuni di essi contengono enzimi indispensabili per avviare l’infezione e le prime fasi della replicazione, come la trascrittasi inversa o le polimerasi.

Il parassitismo virale è definito genetico, poiché il virus introduce nella cellula ospite soltanto il proprio codice genetico, sfruttando completamente l’apparato enzimatico cellulare per produrre nuovi virioni. Questo li distingue nettamente da altri microrganismi patogeni (batteri, funghi, protozoi), che possiedono una vera organizzazione cellulare, un metabolismo autonomo e si replicano per divisione, seguendo una crescita logaritmica.

I virus, invece, non si moltiplicano per scissione, ma vengono assemblati a partire da componenti sintetizzati dalla cellula infettata. Dopo l’ingresso nella cellula, i virioni sembrano “scomparire” per poi riapparire improvvisamente in grande quantità, senza un aumento progressivo. Questa unicità strutturale e funzionale rende i virus insensibili a molti farmaci antimicrobici tradizionali e spiega la loro capacità di persistere nell’ospite, talvolta integrando il proprio genoma in quello cellulare. Per queste caratteristiche, sono stati efficacemente definiti da Peter Medawar come “un frammento di cattive notizie avvolto in un involucro proteico”.

Gruppi principali 

In generale, i virus vengono divisi, secondo la natura dei loro ospiti, in virus animali, vegetali e batterici (o batteriofagi). Poiché i virus sono stati scoperti come agenti patogeni di determinati ospiti, è logico suddividerli secondo il loro ospite principale, quello cioè la cui reazione al virus ha richiamato l’attenzione dell’uomo. Comunque alcuni virus possono riprodursi in ospiti anche molto diversi tra loro: per esempio, taluni virus vegetali e animali possono moltiplicarsi anche negli insetti vettori.

Virus animali: comprendono i virus degli insetti (per es., virus del baco da seta, delle api ecc.), dei molluschi e i virus dei vertebrati, che colpiscono pesci, rettili, anfibi, uccelli e mammiferi. 

Virus vegetali: occupano il secondo posto, dopo i funghi, nel provocare malattie di importanza economica nelle piante; ricordiamo i virus del tabacco, delle patate, delle barbabietole, della canna da zucchero, del cacao e degli alberi da frutto, e ancora i virus delle piante floreali.

Virus batterici: in quasi tutti i batteri coltivabili sono stati evidenziati dei batteriofagi. La specificità di questi virus è spesso piuttosto elevata: infatti la “tipizzazione fagica” (valutazione della sensibilità a diversi batteriofagi) è utilizzata per distinguere ceppi diversi di salmonelle e stafilococchi.

Per saperne di più, leggi il volume “Microbiologia e immunologia veterinaria”.

A cura di Grazia Lapaglia

CITATI: GIORGIO POLI, PAOLA DALL'ARA, PIERA ANNA MARTINO, SERGIO ROSATI
TAG: IMMUNOLOGIA, VIROLOGIA, VIRUS

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