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25 Marzo 2022

Spillback, adesso preoccupa il ‘rimbalzo’ di specie

La pandemia SARS-CoV-2 ha generato una maggiore preoccupazione per la trasmissione di agenti patogeni dall'uomo agli animali in quanto potenziale minaccia per la salute pubblica. Per questo è necessario - in un approccio One Health - ampliare la nostra capacità di valutazione del rischio per la trasmissione di agenti patogeni da uomo a fauna selvatica


Spillback, adesso preoccupa il ‘rimbalzo’ di specie

Sempre più spesso gli agenti patogeni vengono trasmessi dagli animali agli umani, tuttavia comincia a serpeggiare con crescente insistenza (suffragata da evidenze scientifiche) anche la preoccupazione relativa al processo inverso, ovvero al passaggio del patogeno dall’uomo all’animale selvatico. Una sorta di rimbalzo, noto come zoonosi inversa o spillback. Ad accrescere questi timori, nell’ultimo anno, è stato anche il decorso della pandemia da COVID- 19. Si è infatti visto come SARS-CoV-2 sia stato trasmesso dall'uomo a una varietà di animali tra cui cani e gatti domestici, grandi felini, gorilla ma anche visoni e cervi dalla coda bianca. Si paventa, in aggiunta, che il virus possa trovare un serbatoio nei pipistrelli, complicando ulteriormente gli scenari. E il SARS-CoV-2 non è l’unico virus ad aver seguito questo iter, basti pensare per esempio al virus della febbre gialla e della peste, introdotti nelle popolazioni selvatiche dall’uomo e ora enzootici. Tuttavia, l’entità di questa minaccia e le prove a supporto non sono ancora state valutate a fondo. Per comprendere realmente gli impatti dello spillback sulla salute pubblica serve valutarlo e porlo sullo stesso piano del suo inverso, ovvero dello spillover. Infatti, non è chiaro fino a che punto ci sia simmetria tra spillover e spillback: quando l’agente patogeno si sposta esistono gli stessi filtri per entrambi i processi? E soprattutto, la patogenicità mantiene la stessa carica? Diventa quindi fondamentale riuscire a comprendere l’esatta entità di questo rischio: finché, invece, essa rimane sconosciuta è più problematico orchestrare un intervento preventivo della trasmissione da uomo a fauna selvatica. Specie quando questo può implicare ingenti investimenti. Per questo un recente studio realizzato da un team internazionale, che ha messo a frutto le ricerche di Università statunitensi, canadesi e inglesi, si è impegnato a valutare criticamente le prove disponibili e gli studi sui processi di spillback. Fino a proporre un quadro probatorio mediante il quale i ricercatori possono valutare il rischio di trasmissione di agenti patogeni da uomo a fauna selvatica in futuro. I ricercatori, in questo studio hanno messo a frutto un modello predittivo, forti del convincimento che l'integrazione di modelli statistici per prevedere la trasmissione bidirezionale di agenti patogeni uomo-animale e la definizione più accurata delle somiglianze e delle differenze tra i due processi attirerà la necessaria attenzione sulla percezione degli esseri umani come parte di una complessa metapopolazione di ospiti.

Assessing the risk of human-to-wildlife pathogen transmission for conservation and public health - Anna C. Fagre,Lily E. Cohen,Evan A. Eskew,Max Farrell,Emma Glennon,Maxwell B. Joseph,Hannah K. Frank,Sadie J. Ryan,Colin J. Carlson,Gregory F.Albery  

https://doi.org/10.1111/ele.14003

TAG: SARS-COV-2, SPILLBACK, SPILLOVER

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