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05 Giugno 2024

Chirurgia felina. Digiuno, alimentazione post-operatoria e riduzione dello stress

Come gestire il digiuno pre- e l’alimentazione post-operatoria nei gatti? Quali sono le cause di stress prechirurgico e come intervenire per ridurle? Bastano alcuni accorgimenti per migliorare il benessere e la sicurezza del paziente felino durante le procedure chirurgiche


Chirurgia felina. Digiuno, alimentazione post-operatoria e riduzione dello stress

Gli autori del volume Atlante di chirurgia felina – Alberto Barneto Carmona, Salvador Cervantes Sala, Anna Calvet Alemany, Antonio Peña Rodriguez e Llibertat Real Sampietro – propongono linee guida dettagliate sulla gestione del digiuno prechirurgico nei gatti e forniscono consigli per l’alimentazione post-operatoria insieme a considerazioni per ridurre lo stress del paziente felino, tra cui tecniche come la sedazione domiciliare con gabapentin, l’uso di feromoni e la creazione di un ambiente tranquillo e privo di stimoli negativi per il risveglio. 


Digiuno e alimentazione 
In passato, erano tradizionalmente raccomandati tempi di digiuno molto più lunghi rispetto agli attuali standard. Il gatto, per via di alcune sue peculiarità, non tollera bene il digiuno prolungato. Ciò è dovuto in parte al suo elevato rapporto superficie corporea/volume, che facilità la perdita di calore. Inoltre, il fegato ha bisogno di un costante apporto di proteine per evitare condizioni cataboliche e metabolizzare, tra le altre sostanze, agenti ossidanti come la maggior parte degli anestetici. Lo stomaco di un gatto si svuota di solito entro 90 minuti dall’ingestione, mentre il passaggio attraverso il tratto digestivo può essere completato entro 12 ore.
Per questi motivi, nei gatti adulti sono sufficienti tempi di digiuno non superiori alle 6-8 ore, mentre nei gattini o nei pazienti diabetici non è previsto un tempo di digiuno specifico, in particolare se la premedicazione è eseguita con farmaci come maropitant e/o butorfanolo, che hanno un marcato effetto antiemetico. 
Allo stesso modo, terminato l’intervento chirurgico o l’anestesia, si può somministrare un piccolo pasto di 10-15 g di alimento secco o 30-40 g di alimento umido non appena si ripristina il riflesso di deglutizione. Questo accorgimento favorirà il ripristino della normoglicemia, fondamentale per il metabolismo cerebrale e per fornire una quantità sufficiente di glucosio al fegato, principale responsabile della produzione di calore e del mantenimento della normotermia.
Tuttavia, i gatti che hanno subito un intervento chirurgico in cui potrebbe essersi verificata una disfagia, come una chirurgia laringea o con coinvolgimento neurologico, o in cui l’integrità del tratto digestivo è stata alterata non dovrebbero essere alimentati per via orale troppo presto; se il paziente non potesse essere alimentato per via orale entro 12 ore dall’intervento, sarebbe necessario ricorrere alle sonde alimentari in modo da non ritardare ulteriormente la nutrizione.

Stress prechirurgico
I gatti, a causa della loro dicotomia cacciatore/preda, possono rilasciare rapidamente grandi quantità di catecolamine in grado di ritardare l’azione dei sedativi e favorire lo sviluppo di aritmie cardiache, aumentando di conseguenza il rischio anestetico. Per questo motivo, in tutti i pazienti felini si dovrebbe tentare un approccio delicato per ridurre la possibilità di stress prechirurgico. 
I pazienti altamente stressati possono essere sedati a casa somministrando 50-100 mg di gabapentin la sera prima dell’intervento e 3 ore prima di essere messi nel trasportino. 
Altre raccomandazioni utili per una corretta sedazione sono: 
● eseguire la sedazione in compagnia del proprietario;
● eseguirla in un’area priva di odori e rumori, con la possibilità di abbassare la luce;
● utilizzare cocktail anestetici che possono essere iniettati non solo per via intramuscolare, ma anche sottocutanea per i pazienti più sensibili o con dolore; 
● effettuare la procedura nel trasportino con una coperta o un asciugamano impregnato dei propri feromoni facciali. In alternativa, utilizzare feromoni facciali artificiali e profumi calmanti come l’erba gatta o la radice di valeriana;
● il medico veterinario e il personale ausiliario devono eseguire l’intero protocollo prechirurgico e la somministrazione di sedativi e poi rimanere a una distanza confortevole per il paziente.
Infine, una volta completata la procedura anestetica o chirurgica, il paziente deve potersi svegliare in un ambiente caldo, senza rumori o odori forti e con una fonte di luce fioca e indiretta.

Per saperne di più: 
https://www.edizioniedra.it/Veterinaria/Atlante_di_chirurgia_felina.aspx

L’edizione italiana del volume è curata da Guido Pisani, Medico veterinario e Specialista Europeo in Chirurgia Veterinaria (Dipl. ECVS), Direttore sanitario del Centro Veterinario di Luni (SP).

A cura di Grazia Lapaglia

CITATI: ALBERTO BARNETO, ANNA CALVET, ANTONIO PEñA, GUIDO PISANI, LLIBERTAT REAL, SALVADOR CERVANTES
TAG: ALIMENTAZIONE, BUTORFANOLO, CHIRURGIA, DIGIUNO, FEROMONI, GABAPENTIN, GATTO, GESTIONE CHIRURGICA, MAROPITANT, STRESS

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