Professione
05 Ottobre 2022 Contro il caro bollette, ANMVI chiede di estendere il contributo straordinario per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale anche ai veterinari liberi professionisti, in tutto e per tutto equiparabili alle PMI.

Ad oggi il caro bollette rischia di diventare insostenibile per le 8 mila strutture veterinarie operanti sul territorio nazionale. E questo mette a rischio sia gli standard assistenziali sia la sostenibilità occupazionale. In questo scenario – e la questione per ANMVI è un imperativo categorico - è necessario porre rimedio al Decreto Aiuti Ter. Questi i termini della richiesta che l’Associazione rivolge al Governo e al Parlamento che presto si insedieranno: il contributo straordinario per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale, previsto sotto forma di credito d'imposta per le Piccole medie imprese, va esteso anche ai veterinari liberi professionisti, fino ad oggi esclusi. Un’esclusione che non convince dal momento che questa categoria professionale, titolare di attività di impresa (Codice Ateco 75.00.00) nel diritto comunitario viene equiparata alle Pmi, per quanto attiene l'accesso ai fondi europei. Peccato però che nel decreto made in Italy tale equiparazione non vi sia...
E pensare che il credito d’imposta, pari al 40% delle spese sostenute, sarebbe comunque una boccata d'ossigeno.
Anche se – teme ANMVI - potrebbe non essere sufficiente, se non si fermeranno le speculazioni in atto e non si porrà un tetto a rincari che hanno già raggiunto la soglia di sostenibilità.
TAG: ANMVI, DECRETO AIUTI TER, VETERINARI LIBERI PROFESSIONISTISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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