Professione
25 Settembre 2026Le Commissioni Riunite VII e XII della Camera danno il via libera alla riforma dello schema di DPR 328/2001 sulle competenze dei biologi, ma FNOVI, insieme a FNOMCeO, FNO TSRM e PSTRP e FNFC, chiede una clausola di salvaguardia per tutelare le competenze esclusive delle altre professioni sanitarie

Dopo la presa di posizione pubblica della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici (FNFC) e l’intervento della Federazione Nazionale degli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) anche la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Veterinari (FNOVI) interviene nel dibattito sullo schema di DPR 328/2001 (Atto di Governo 440), che modifica e ridefinisce i requisiti e l’ordinamento della professione di biologo e biologo junior. Al centro della discussione, la richiesta di introdurre una disposizione vincolante per chiarire inequivocabilmente il perimetro delle attività dei biologi e salvaguardare le competenze e le responsabilità riservate dalla legge alle altre professioni sanitarie.
Da un lato si colloca una compatta mobilitazione istituzionale, condivisa da FNOVI, FNOMCeO, FNO TSRM e PSTRP e FNFC, che esprime fermamente una posizione critica nei confronti dello schema attuale. Queste Federazioni denunciano come il testo attribuisca ai biologi competenze ampie e generiche in settori delicati ad alto impatto sulla salute, con il rischio concreto di creare pericolose sovrapposizioni di ruoli, incertezze interpretative e un aumento del contenzioso legale.
Sul fronte opposto, invece, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) difende la legittimità della riforma sulle competenze dei biologi, definendo l’adeguamento necessario per allineare la normativa del 1967 ai progressi scientifici in campi come genetica, bioinformatica ed embriologia clinica, senza invadere le attribuzioni altrui.
Lo scorso 23 settembre, il percorso istituzionale dello schema di decreto ha compiuto un passaggio decisivo: le Commissioni Riunite VII (Cultura, Scienza e Istruzione) e XII (Affari Sociali) della Camera hanno espresso parere favorevole al provvedimento. Il documento delle Commissioni richiama il parere del Consiglio Superiore di Sanità (Sezione II del 10 febbraio 2026), secondo cui le nuove disposizioni non incidono sulle riserve e attribuzioni proprie delle altre professioni, in quanto vanno interpretate esclusivamente nell’ambito delle competenze riconducibili al cosiddetto “punto di vista biologico”.
Attraverso un documento congiunto indirizzato ai Presidenti e ai Relatori delle Commissioni di Camera e Senato, le quattro Federazioni hanno chiesto di inserire una “clausola di salvaguardia” all’interno dell’articolo 31 del DPR 328/2001. L’obiettivo è circoscrivere l’attività dei biologi al solo “ambito e punto di vista biologico”, evitando sovrapposizioni, incertezze interpretative e un aumento del contenzioso legale in settori ad alto impatto sulla salute pubblica.
La FNOB difende la legittimità e l’urgenza della riforma, reputandola indispensabile per aggiornare una normativa risalente al 1967 ai progressi scientifici in ambiti come genetica, bioinformatica ed embriologia clinica. La presidenza della FNOB ha respinto le perplessità sollevate dalle altre categorie, definendole resistenze corporative e richiamando al valore della cooperazione multidisciplinare in ottica One Health.
Secondo la Federazione, le riserve espresse dai medici veterinari e dalle altre professioni sanitarie non nascono da logiche di difesa del territorio, ma dall’esigenza di tutelare il rigore scientifico e la salute pubblica. A titolo d’esempio, la valutazione dell’idoneità e la sicurezza legata al consumo di alimenti di origine animale implicano competenze sulle condizioni sanitarie degli animali produttori, che appartengono per legge al solo medico veterinario.
“La vera integrazione multidisciplinare in ottica One Health si costruisce sul rispetto e sulla valorizzazione delle competenze esclusive di ciascun professionista, garantite da percorsi di studio chiari, rigorosi e ben definiti”, ha dichiarato il Presidente FNOVI, Gaetano Penocchio.
Per questo motivo, la richiesta di inserire una clausola di salvaguardia chiara ed esplicita nell’articolo 31 del DPR 328/2001 resta un punto fermo ed essenziale per tutto il mondo sanitario.
CITATI: GAETANO PENOCCHIOSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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