Cani
26 Agosto 2026In occasione della Giornata Mondiale del Cane, il Pet-Friendly Advantage Workplace Report 2026 rivela che oltre la metà dei lavoratori europei considererebbe di cambiare azienda per poter portare il proprio animale in ufficio, con i lavoratori under 35 in prima linea

In occasione della Giornata Mondiale del Cane, che si celebra il 26 agosto, cresce l’attenzione per gli animali anche nel mondo del lavoro. Secondo il Pet-Friendly Advantage (PFA) 2026 Workplace Report, promosso da Mars e condotto da Censuswide su oltre 16mila lavoratori in 16 Paesi europei, più della metà dei lavoratori europei (55%) prenderebbe in considerazione di cambiare azienda pur di poter portare il proprio animale sul luogo di lavoro. Un dato che colloca le politiche pet-friendly non più come un semplice valore aggiunto, ma come una vera e propria aspettativa diffusa tra i lavoratori europei.
Secondo lo studio, il 62% dei lavoratori tra i 25 e i 34 anni prenderebbe in considerazione di cambiare azienda se nel nuovo posto di lavoro fossero ammessi animali domestici, quasi il doppio rispetto ai lavoratori over 55, fermi al 24% quando si parla di ricerca attiva di politiche pet-friendly durante la ricerca di lavoro. Tra i lavoratori più giovani, il 41% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni cerca attivamente aziende con queste politiche, e il 42% le antepone a benefit personali più tradizionali, contro il 25% dei lavoratori over 55.
Più di un terzo dei lavoratori intervistati (37%) antepone le politiche pet-friendly a benefici personali come sconti dipendenti, programmi bike-to-work, snack gratuiti o eventi sociali aziendali. Una quota simile (35%) colloca le politiche sugli animali addirittura sopra benefit più consistenti, come il congedo parentale e l’assistenza sanitaria privata. Secondo l’81% degli intervistati, la presenza di animali in ufficio contribuisce a creare un’atmosfera di lavoro più rilassata.
Nonostante il valore percepito, esiste un chiaro divario informativo tra il desiderio di politiche pet-friendly e la capacità dei lavoratori di individuarle: la metà degli intervistati (55%) non sa dove reperire informazioni su queste politiche durante la ricerca di un impiego, mentre un ulteriore terzo (33%) segnala che la propria azienda dispone di politiche pet-friendly senza però comunicarle negli annunci di lavoro. Un aspetto che rappresenta un potenziale vantaggio competitivo per le aziende in grado di comunicare in modo trasparente le proprie politiche durante la selezione del personale.
In Italia la quota di lavoratori disposti a valutare un cambio di impiego per motivi legati agli animali si attesta al 54%, leggermente sotto la media europea. Nel Regno Unito la tendenza sembra già riflettersi concretamente nel mercato del lavoro: circa il 64% degli annunci segnala esplicitamente che i cani sono benvenuti, un dato coerente con l’incremento di 14 volte, rispetto al 2019, degli annunci di lavoro britannici che menzionano policy dog-friendly, secondo i dati della piattaforma Indeed.
In Italia, in assenza di una normativa specifica, la presenza di animali in ufficio resta una decisione rimessa caso per caso al datore di lavoro: alcune città, come Milano, la consentono, ma solo previa autorizzazione e con il consenso dei colleghi.
TAG: GIORNATA MONDIALE DEL CANE, PET FRIENDLYSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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