Professione
20 Aprile 2026ABIFB, RENASFO e LAPsi, con il supporto del referente per i medici veterinari, preparano una mobilitazione a Roma per il 24 maggio, aperta a tutte le associazioni delle professioni sanitarie non mediche in percorso specialistico. Al centro della protesta: retribuzioni inadeguate, borse di studio incerte, non cumulabilità dei redditi e blocco di diverse scuole di specializzazione

Il 24 maggio 2026, Piazza Santi Apostoli a Roma ospiterà una mobilitazione nazionale degli specializzandi delle professioni sanitarie non mediche. La richiesta di occupazione della piazza è stata formalizzata il 15 aprile dal presidente dell'Associazione dei Biologi Italiani e dei Futuri Biologi, con la delega della rete degli specializzandi in farmacia ospedaliera, il supporto di LAPsi per la psicologia e la collaborazione del referente per i medici veterinari. Sul tavolo restano questioni aperte da oltre un anno: retribuzioni ancora esigue e precarie, incertezze sulle modalità di erogazione delle borse, problemi sulla non cumulabilità dei redditi che in alcuni casi hanno portato le università a richiedere la restituzione delle somme percepite, e il blocco dell'avvio di diverse scuole di specializzazione per l'anno accademico 2025/2026. Il tutto nonostante il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile abbia stanziato, il 29 gennaio 2026, 34,4 milioni di euro per le borse di studio degli specializzandi sanitari.
Quattro realtà rappresentative delle professioni sanitarie non mediche in percorso specialistico hanno formalizzato la partecipazione alla mobilitazione del 24 maggio 2026 a Piazza Santi Apostoli, Roma:
● ABIFB (Associazione dei Biologi Italiani e dei Futuri Biologi), nella persona del presidente Marco Giaimis, che ha sottoscritto la richiesta di occupazione della piazza
● RENASFO (Rete Nazionale degli Specializzandi in Farmacia Ospedaliera), con delega al presidente ABIFB da parte del presidente Giovanni Lacivita
● LAPsi (Libera Associazione Psicologia), con il pieno supporto del presidente Sebastiano Musolino
● Referente per i medici veterinari, Antonio Siracusa, in collaborazione con le altre sigle
La mobilitazione è aperta all'adesione di tutte le associazioni rappresentative delle professioni sanitarie non mediche che effettuano il percorso specialistico per ottenere la Dirigenza Sanitaria.
Le associazioni identificano quattro criticità strutturali che accomunano tutte le categorie coinvolte.
● Retribuzioni inadeguate. A oltre un anno dall'entrata in vigore della normativa sulla retribuzione degli specializzandi, i decreti attuativi non sono stati implementati. Le borse rimangono esigue e caratterizzate da elementi di precarietà.
● Incertezza sulle modalità di erogazione delle borse. Le modalità operative di erogazione restano indefinite, generando instabilità per i professionisti in formazione.
● Non cumulabilità dei redditi. Il tetto di 7.750 euro lordi annui previsto dalla normativa ha prodotto situazioni paradossali: in alcuni casi le università hanno richiesto la restituzione delle somme percepite dagli specializzandi che avevano superato il limite.
● Blocco delle scuole di specializzazione. Per l'anno accademico 2025/2026, diverse scuole di specializzazione non hanno ancora avviato le attività, impedendo a numerosi professionisti sanitari di accedere ai percorsi formativi. Il ritardo si traduce in una perdita concreta: un anno di carriera e l'impossibilità di partecipare ai concorsi pubblici nel frattempo banditi.
Il 29 gennaio 2026, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile ha destinato 34,4 milioni di euro al finanziamento delle borse di studio per gli specializzandi delle professioni sanitarie (medici veterinari, odontoiatri, farmacisti, chimici, biologi, psicologi e fisici). Lo stanziamento è avvenuto, ma le associazioni segnalano che permangono incertezze applicative e criticità operative che continuano a generare disuguaglianze tra le categorie e instabilità per i singoli professionisti.
Le tre associazioni, pur rappresentando ambiti professionali distinti, ribadiscono una posizione condivisa: è necessario aprire un dialogo strutturato tra regioni, atenei, associazioni di rappresentanza nazionale e i ministeri competenti, per garantire chiarezza normativa, stabilità economica e un riconoscimento adeguato per tutti i professionisti in formazione.
CITATI: ANTONIO SIRACUSA, GIOVANNI LACIVITA, MARCO GIAIMIS, SEBASTIANO MUSOLINO“La situazione attuale richiede interventi chiari e tempestivi”, hanno dichiarato congiuntamente i presidenti. “I professionisti dell'area sanitaria rappresentano una componente fondamentale del sistema sanitario e meritano risposte adeguate, non ulteriori rinvii”.
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