Professione
20 Marzo 2026Nel dibattito sulla riforma degli ordinamenti professionali, Fnovi segnala criticità nell’iter legislativo e chiede un approccio unitario e partecipato. Al centro, il riconoscimento della specificità medico veterinaria e il rischio di disparità tra professioni sanitarie

Nel percorso di riforma delle professioni sanitarie e ordinistiche, la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) richiama la necessità di un impianto normativo coerente e inclusivo, capace di valorizzare anche la professione medico veterinaria. A sollevare le criticità è stato il vicepresidente Orlando Paciello, intervenuto a Montecitorio, evidenziando il rischio di frammentazione e squilibri tra le diverse professioni coinvolte.
Il confronto si è svolto il 18 marzo alla Camera dei Deputati, con il coinvolgimento di rappresentanti istituzionali e delle professioni. Tra i partecipanti, anche Confprofessioni, con il presidente Marco Natali, che ha sottolineato il ruolo dell’aggregazione professionale per trattenere i giovani e contrastare l’ingresso dei grandi fondi nel settore.
Riforma delle professioni: perché Fnovi parla di rischio frammentazione
Nel corso del confronto dedicato alla riforma degli ordinamenti professionali e al ruolo degli Ordini, Fnovi ha espresso preoccupazione per l’attuale iter parlamentare.
A rappresentare la Federazione è stato il vicepresidente Orlando Paciello, che ha evidenziato la presenza di due percorsi normativi distinti: da un lato il disegno di legge delega sulle professioni sanitarie, dall’altro il piano di riforma complessiva delle professioni ordinistiche.
Una separazione che, secondo Fnovi, può tradursi in testi non coordinati e generare squilibri su temi trasversali. La posizione è netta: una riforma di sistema richiede una visione unitaria e non interventi per compartimenti.
Il nodo centrale: riconoscere la specificità della medicina veterinaria
Tra i punti più critici, Fnovi richiama la necessità di un riconoscimento esplicito della professione medico veterinaria all’interno della riforma sanitaria.
“Non c’è solo la professione medica”, ha sottolineato Paciello, richiamando quanto già evidenziato in audizione parlamentare.
Nel disegno di legge AC 2700, pur richiamando la legge 3/2018, che riguarda tutte le professioni sanitarie, la medicina veterinaria non viene mai citata nell’articolato. Un’assenza che, secondo la Federazione, rischia di marginalizzare una professione che opera a pieno titolo nel sistema salute.
Il ruolo della veterinaria nel sistema salute e nella One Health
La Federazione ribadisce che la medicina veterinaria svolge una funzione strutturale nella tutela della salute animale, della sicurezza alimentare, della sanità pubblica veterinaria, del benessere animale e della salute collettiva. In questa prospettiva, l’esclusione o il mancato riconoscimento esplicito comprometterebbe anche l’approccio One Health.
“La Veterinaria è il più grande produttore di dati”, ha ricordato Paciello, sottolineando come la prevenzione sanitaria generi flussi informativi rilevanti proprio in ambito veterinario.
Se questa dimensione viene trascurata, l’impianto complessivo della strategia sanitaria risulta incompleto.
Ordini professionali: funzione pubblica e necessità di rafforzamento
Nel dibattito è emersa anche la centralità degli Ordini professionali come enti sussidiari dello Stato. Secondo Fnovi, una revisione può essere utile e opportuna, ma deve rafforzarne la funzione pubblicistica, l’efficienza, la rappresentatività e la capacità di rispondere all’evoluzione delle professioni.
“Servono Ordini più forti e non più deboli e meno burocratizzati”, ha affermato Paciello.
È stata inoltre condivisa l’esigenza di uniformità nell’esercizio del potere disciplinare, che non dovrebbe essere declinato in modo differenziato tra le diverse professioni.
Ecm e aggiornamento: le criticità per i veterinari
Un ulteriore punto riguarda il sistema Ecm. Secondo la Federazione, si tratta di un modello nato per la medicina umana che non contempla adeguatamente la professione veterinaria.
“I Veterinari non si collocano in quel sistema”, ha osservato Paciello, evidenziando una contraddizione: gli Ordini sono chiamati a garantire l’aggiornamento continuo, ma senza strumenti pienamente coerenti con la specificità professionale.
Da qui la richiesta di un ripensamento complessivo dell’educazione continua in medicina.
Equo compenso e liberi professionisti: una disparità da colmare
Nel testo del ddl AC 2700 non compare il tema dell’equo compenso per i liberi professionisti veterinari. Una lacuna che, secondo Fnovi, crea una disparità significativa.
“Aumentano le responsabilità, le funzioni di rilievo pubblico, ma non sono garantiti rispetto al compenso”, ha evidenziato il vicepresidente.
Seguire l’iter e contribuire alla riforma
Fnovi conferma l’impegno a seguire il percorso parlamentare, offrendo il proprio contributo istituzionale. L’obiettivo è evitare frammentazioni e garantire una riforma capace di migliorare il sistema ordinistico, valorizzando pienamente la professione medico veterinaria.
CITATI: MARCO NATALI, ORLANDO PACIELLOSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
07/08/2026
Dalla distinzione tra emergenza e urgenza all’ordine corretto dei test diagnostici, i principi per una visita oftalmologica efficace senza compromettere la valutazione del paziente
07/08/2026
Carlo Gazza è stato eletto Presidente di AISA-Federchimica durante l’Assemblea del 29 luglio, che ha rinnovato il Consiglio di Presidenza fino alla conclusione del mandato nel 2027. Andrea...
A cura di Redazione Vet33
07/08/2026
In occasione dell’eclissi parziale di sole del 12 agosto, un’occasione per ripassare le basi della fisiologia visiva di cane e gatto. Dalla visione dicromatica al ruolo del tapetum lucidum, fino...
A cura di Redazione Vet33
07/08/2026
La fluoxetina, SSRI impiegato in veterinaria per il trattamento dei disturbi comportamentali, può essere allestita in formulazione transdermica, una pratica alternativa alla via orale...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022