Professione
17 Febbraio 2026Dalla consultazione inviata all’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie emerge che il 47,8% dei medici veterinari dichiara almeno un episodio di aggressione nell’ultimo anno; cresce anche l’allarme per hate speech e cyberstalking sui social

Quasi un medico veterinario su due ha subito almeno un episodio di aggressione nel corso del 2025. È quanto emerge dalla consultazione promossa dalla Fnovi e trasmessa all’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie (ONSEPS), con l’obiettivo di contribuire alla relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle violenze contro i sanitari.
I risultati della consultazione Fnovi
La rilevazione, svolta tra il 26 gennaio e il 6 febbraio 2026, ha coinvolto un campione di 201 medici veterinari. Alla domanda relativa alla presenza di almeno un episodio di aggressione negli ultimi 12 mesi, 96 professionisti (pari al 47,76% dei rispondenti) hanno dichiarato di essere stati vittime di violenza nell’esercizio delle proprie funzioni.
L’analisi successiva dei dati, riguardante luoghi, tipologie di aggressione e profilo degli aggressori, è stata condotta principalmente sul sotto-campione di chi ha riferito almeno un episodio, evidenziando la diffusione del fenomeno e la sua rilevanza per la sicurezza degli operatori.
Il contributo all’Osservatorio nazionale
I risultati della consultazione sono stati trasmessi dalla Federazione all’ONSEPS, l’Osservatorio del Ministero della Salute incaricato di monitorare gli episodi di violenza nei confronti dei professionisti sanitari e socio-sanitari.
Il report confluirà nella relazione annuale sulle aggressioni ai sanitari relativa al 2025, che l’Osservatorio dovrà trasmettere alle Camere entro i primi giorni di marzo 2026, offrendo un quadro aggiornato anche per il settore veterinario.
Non solo violenze fisiche: l’allarme social
Accanto agli episodi di aggressione diretta, la Federazione ha richiamato l’attenzione su fenomeni sempre più frequenti di denigrazione online, hate speech e cyberstalking ai danni dei medici veterinari.
Fnovi, insieme ad Anvmi e SIVeMP, ha già segnalato all’Osservatorio le lacune dell’attuale normativa, ritenuta insufficiente perché non considera adeguatamente le forme di violenza verbale e digitale che si manifestano sui social network e che possono avere un impatto significativo sulla sicurezza e sul benessere dei professionisti.
Una consultazione che resta aperta
Parallelamente, la Federazione ha avviato un’indagine specifica dedicata proprio alle aggressioni verbali e online, con l’obiettivo di raccogliere ulteriori dati sul fenomeno e supportare l’elaborazione di misure di prevenzione più efficaci.
Il monitoraggio delle violenze contro i veterinari si inserisce nel più ampio lavoro dell’ONSEPS, recentemente ricostituito dal Ministero della Salute, per rafforzare la tutela degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie e migliorare gli strumenti normativi e organizzativi a loro protezione.
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