Professione
22 Dicembre 2025Il 20 dicembre è stata inserita in Legge di Bilancio una norma che apre all’accesso nei ruoli dirigenziali delle Asl. SIVeMP: “Un primo passo atteso da anni per valorizzare chi garantisce i LEA veterinari”

Con la conclusione dell’esame in Commissione Bilancio del Senato della Legge di Bilancio 2026, entra nel testo un emendamento a firma della senatrice Maria Nocco che riguarda direttamente i medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati. La norma prevede la possibilità di inquadramento nei ruoli dirigenziali delle aziende sanitarie per i professionisti a tempo indeterminato, a determinate condizioni. Un passaggio considerato dalle sigle sindacali un segnale politico rilevante, in attesa dell’approvazione definitiva da parte dell’Aula.
L’emendamento stabilisce che i medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati, titolari al 1° gennaio 2026 di un incarico a tempo indeterminato di 38 ore settimanali e in possesso del titolo di specializzazione richiesto, possano essere inquadrati nei ruoli dirigenziali delle aziende sanitarie, previo giudizio di idoneità.
L’inquadramento avverrebbe con il trattamento previsto dal contratto nazionale dell’area dirigenziale veterinaria, superando una distinzione che da anni alimenta disparità giuridiche ed economiche tra professionisti che svolgono funzioni analoghe sul territorio.
Il provvedimento è stato accolto con favore dalle organizzazioni sindacali, che lo considerano un primo passo concreto, seppur non risolutivo.
“Per troppi anni, durante i periodi di blocco delle assunzioni, molti colleghi specialisti ambulatoriali hanno garantito con impegno i LEA veterinari sul territorio. Oggi, compiamo un primo, concreto passo verso la valorizzazione di questo fondamentale lavoro” ha affermato Marcello di Franco, Coordinatore Nazionale SIVeMP per la Specialistica Ambulatoriale e Presidente Nazionale FESPA. “Sebbene avremmo auspicato un riconoscimento ancora più ampio, i vincoli imposti dal MEF ne hanno limitato gli effetti immediati; restano quindi questioni da approfondire, in particolare il riconoscimento giuridico ed economico ai sensi del D.P.C.M. 8 marzo 2001”.
“Questo importante risultato è frutto dell’azione sindacale del SIVeMP e del costante impegno del Sottosegretario Marcello Gemmato e della senatrice Maria Nocco che ringraziamo. Continueremo a batterci per ottenere ulteriori riconoscimenti e per tutelare la professione del medico veterinario pubblico, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare” ha sottolineato Di Franco.
Più netta la posizione del Segretario nazionale SIVeMP Aldo Grasselli, che individua nell’emendamento un principio destinato ad avere ricadute più ampie.
“Se finalmente sarà approvato questo emendamento con la Legge di bilancio avremo stabilito un principio di equivalenza dei medici veterinari specialisti ambulatoriali a tempo pieno con i medici veterinari dirigenti” ha commentato Aldo Grasselli, Segretario Nazionale di SIVeMP. “Questo dimostra che occorre superare il blocco alle assunzioni nella dirigenza riaprendo i concorsi. Non ha più senso che le Aziende sanitarie continuino a reclutare a ore nuovi veterinari specialisti come fossero collaboratori minori, tutti i medici veterinari convenzionati oggi in attività devono essere portati a 38 ore per avere una retribuzione coerente con le responsabilità professionali che vengono loro attribuire. Sarà poi una loro scelta optare per la dirigenza o rimanere ad esaurimento nella specialistica. Il Ssn ha bisogno di professionisti inquadrati in un profilo dirigenziale che si sentano pienamente coinvolti nelle strategie di sanità pubblica, non di rincalzi emarginati dal governo del sistema cui si promettono più ore col contagocce tenendoli per anni a bagno maria”.
Il testo è ora all’esame dell’Aula del Senato. L’approvazione definitiva della Legge di Bilancio rappresenterebbe un passaggio cruciale per trasformare l’emendamento in uno strumento operativo.
Per la professione veterinaria pubblica si tratterebbe di un segnale chiaro: valorizzare competenze, responsabilità e continuità di servizio di chi opera quotidianamente sul territorio a tutela della salute animale, umana e dell’intero sistema agroalimentare.
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