Professione
22 Dicembre 2025Via libera al ruolo dirigenziale: dal 1° gennaio 2026 possibile l’inquadramento nelle aziende sanitarie

Rafforzare la sanità veterinaria pubblica, valorizzare le competenze già presenti sul territorio e potenziare la capacità di risposta del Servizio sanitario nazionale (Ssn) di fronte a epizoozie e zoonosi. Sono questi gli obiettivi dell’emendamento a prima firma della senatrice Maria Nocco (FdI), approvato in Commissione Bilancio del Senato nell’ambito della Manovra, che consente ai medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati di accedere ai ruoli dirigenziali delle aziende sanitarie a partire dal 1° gennaio 2026.
La cosiddetta “norma Nocco”, più volte proposta dalla senatrice, introduce una misura strutturale per il Ssn. In base al testo approvato, i medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati potranno essere inquadrati nei ruoli dirigenziali veterinari delle aziende sanitarie, a determinate condizioni. In particolare, l’accesso sarà consentito ai professionisti che:
● siano titolari al 1° gennaio 2026 di un incarico a tempo indeterminato da 38 ore settimanali;
● siano in possesso del titolo di specializzazione richiesto;
● superino una valutazione di idoneità.
L’inquadramento avverrà con il trattamento economico e giuridico previsto dal contratto nazionale dell’area dirigenziale veterinaria, colmando una distanza storica tra funzioni svolte e riconoscimento formale del ruolo.
“Con questa norma rafforziamo la prima linea di difesa del nostro sistema sanitario contro le malattie animali che possono mettere a rischio intere filiere agroalimentari o trasformarsi in emergenze per la salute pubblica” ha dichiarato la senatrice Maria Nocco. “La prevenzione passa da un presidio veterinario efficiente e diffuso sul territorio. L’emendamento che ho proposto risponde a una duplice esigenza: quella di potenziare la risposta del Ssn alle emergenze sanitarie e quella di valorizzare il lavoro quotidiano dei veterinari convenzionati, che troppo spesso sono rimasti invisibili nonostante l’impegno, la continuità e la qualità del loro servizio”.
La finalità della norma è duplice: da un lato rafforzare la capacità operativa della sanità veterinaria pubblica sul territorio, dall’altro valorizzare l’esperienza e le competenze maturate dai veterinari già attivi nel sistema.
Un aspetto centrale dell’emendamento riguarda la sostenibilità economica. L’inquadramento dirigenziale avverrà infatti senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, attraverso un meccanismo di compensazione basato sulla riduzione progressiva delle ore di specialistica convenzionata e sulla disattivazione delle ore a seguito dei nuovi inquadramenti o delle cessazioni già intervenute.
Le Regioni saranno chiamate a rendicontare annualmente gli inquadramenti effettuati, le risorse utilizzate e le ore convenzionali disattivate, garantendo trasparenza e monitoraggio degli effetti della misura.
“È una svolta attesa e concreta, che risolve una criticità segnalata da anni dai territori e dalle associazioni di categoria, che ringrazio per la collaborazione e il sostegno” ha aggiunto Nocco. “Mettiamo fine a un’inspiegabile sottovalutazione del ruolo dei veterinari nella sanità pubblica e investiamo con coraggio nella prevenzione, nella sicurezza alimentare e nella tutela della salute collettiva”.
Sul provvedimento è intervenuto anche il senatore Ernesto Rapani (FdI), co-firmatario dell’emendamento, che ha sottolineato il valore strategico della sanità veterinaria pubblica nei territori, soprattutto nelle aree a forte vocazione zootecnica.
Il riconoscimento del ruolo dirigenziale è uno strumento per rendere più efficace la risposta delle strutture pubbliche in ambiti che spaziano dal controllo sanitario degli allevamenti alla commercializzazione delle carni, dalla gestione del randagismo alla prevenzione delle malattie trasmissibili.
CITATI: ERNESTO RAPANI, VITA MARIA NOCCO“Questo intervento normativo nasce dall’ascolto dei territori e da un dialogo costante con chi opera ogni giorno sul campo” ha commentato il senatore Rapani. “La sanità veterinaria non è un settore marginale: è una garanzia per i cittadini, per le imprese agricole e per l’intero sistema alimentare”.
“Parliamo di medici che operano tra prevenzione, controlli e tutela della salute” ha aggiunto. “Dare loro strumenti adeguati significa proteggere le filiere produttive, difendere il lavoro degli allevatori e garantire standard elevati ai consumatori”.
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