Professione
16 Dicembre 2025La Federazione degli Ordini Veterinari segnala un aumento di campagne diffamatorie e ostilità digitale nei confronti dei medici veterinari e definisce una chiara strategia su prevenzione e gestione delle crisi

Crescono i casi di disinformazione, ostilità digitale e campagne diffamatorie rivolte ai medici veterinari, con possibili ricadute non solo sui professionisti coinvolti, ma anche sul rapporto di fiducia con i cittadini e sulla tutela del benessere animale e della salute pubblica. A lanciare l’allarme è la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi), che annuncia l’avvio di una serie di azioni, anche sul piano legale, per contrastare il fenomeno e proteggere la categoria.
Secondo Fnovi, le recenti campagne diffamatorie che hanno coinvolto strutture veterinarie e singoli professionisti rappresentano solo l’ultimo segnale di un problema più ampio: l’uso dei canali digitali per veicolare accuse infondate, informazioni scorrette o messaggi d’odio. Un contesto che rischia di compromettere la relazione medico veterinario-cittadino, elemento centrale per garantire cure appropriate, rispetto delle indicazioni sanitarie e collaborazione nella tutela della salute animale e pubblica.
Per rispondere in modo strutturato al problema, la Federazione sta definendo una strategia articolata su due livelli.
Prevenzione proattiva
L’obiettivo è rafforzare la fiducia e ridurre il rischio di conflitti attraverso:
● campagne istituzionali per valorizzare il ruolo e la complessità delle prestazioni veterinarie;
● la promozione di consenso informato e preventivi chiari e trasparenti;
● la diffusione di linee guida sulla comunicazione professionale e sulla gestione delle recensioni online;
● percorsi formativi dedicati alla comunicazione efficace e alla gestione del “cliente difficile”.
Gestione della crisi
In presenza di episodi di ostilità digitale o campagne organizzate, Fnovi prevede:
● strumenti di monitoraggio del web per individuare rapidamente contenuti diffamatori;
● la possibilità di interventi giudiziari quando le denigrazioni colpiscono l’intera categoria;
● la pubblicazione di chiarimenti sui limiti della critica online e sulle responsabilità legate a diffamazione e calunnia;
● l’attivazione di un punto di contatto per orientare i medici veterinari nei casi più gravi;
● la valutazione di un servizio di supporto psicologico per i professionisti maggiormente esposti.
Fnovi ribadisce che il confronto, anche critico, rientra nella normale relazione tra professionista e cittadino. Tuttavia, comportamenti come minacce, diffamazione o la diffusione di informazioni non corrette non sono solo perseguibili dal punto di vista legale, ma compromettono un clima di collaborazione essenziale per la tutela degli animali. Un clima che, sottolinea la Federazione, è indispensabile anche per affrontare correttamente le emergenze sanitarie e le attività di prevenzione.
“Intendiamo affrontare il fenomeno con equilibrio e responsabilità”, afferma Fnovi, chiarendo che la priorità è tutelare “il ruolo e la serenità dei medici veterinari senza oltrepassare i limiti istituzionali della Federazione e degli Ordini”.
Fnovi continuerà a monitorare l’evoluzione del fenomeno e a lavorare a una strategia condivisa con Ordini provinciali, istituzioni e altri attori del sistema sanitario, “per garantire un rapporto trasparente, sereno e costruttivo tra professionisti e cittadini, fondato sul rispetto reciproco e sulla corretta informazione”.
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