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28 Luglio 2025

Formazione Ecm, solo 6mila veterinari su 35mila in regola. Fnovi: servono più flessibilità e integrazione con Spc

A pochi mesi dalla chiusura del triennio Ecm 2023-25, solo il 17% dei medici veterinari è in regola. Fnovi chiede una riforma più flessibile e valorizza lo Sviluppo Professionale Continuo come strumento integrativo

di Redazione Vet33


Formazione Ecm, solo 6mila veterinari su 35mila in regola. Fnovi: servono più flessibilità e integrazione con Spc

A meno di sei mesi dalla fine del triennio Ecm 2023-25, la formazione continua dei medici veterinari mostra dati preoccupanti: solo poco più di 6.000 professionisti, su oltre 35.000 iscritti all’Ordine, risultano ad oggi certificabili. La Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani, per mezzo della Consigliera Daniela Mulas, sottolinea la necessità di rendere il sistema più flessibile, in particolare per i liberi professionisti, e propone di integrare lo Sviluppo Professionale Continuo (Spc) per riconoscere anche percorsi formativi di qualità non accreditati. Sullo sfondo resta la scadenza del 31 dicembre 2025 e il rischio, dal 2026, di perdita della copertura assicurativa obbligatoria per chi non raggiungerà almeno il 70% dei crediti formativi.

Pochi medici veterinari in regola con i crediti

La Commissione Nazionale per la Formazione Continua (CNFC), con la delibera del 3 luglio 2025, ha stabilito che i crediti formativi dei trienni precedenti potranno essere recuperati entro il 31 dicembre 2028. Inoltre, sono previsti crediti bonus per i medici veterinari che hanno già assolto gli obblighi formativi, mentre non sarà concesso alcuno sconto a chi non completerà il triennio 2023-25 entro i termini stabiliti. Fondamentale è dunque rispettare la scadenza del 31 dicembre 2025, anche perché dal 2026 chi non avrà raggiunto almeno il 70% dei crediti Ecm richiesti rischierà la sospensione della copertura assicurativa obbligatoria, come previsto dalla normativa sulla responsabilità professionale (Legge Gelli-Bianco), oltre a potenziali sanzioni disciplinari da parte degli Ordini professionali.
Sul tema, la consigliera Fnovi Daniela Mulas ha rilasciato un’intervista in cui sottolinea le principali criticità: ad oggi, solo poco più di 6.000 professionisti su un totale di oltre 35.000 iscritti all’Ordine risultano certificabili nel sistema Ecm.

Le criticità per i professionisti, tra difficoltà accesso e offerta limitata

Negli ultimi tempi, la Federazione ha rafforzato le comunicazioni rivolte agli iscritti, sottolineando costantemente l’importanza della formazione continua. 

“Abbiamo attivato diverse iniziative per facilitare l’accesso all’aggiornamento professionale, in particolare per i liberi professionisti, che spesso incontrano ostacoli nel reperire percorsi Ecm accreditati” spiega Mulas. 

Tra le iniziative, una piattaforma di formazione a distanza (Fad) e la promozione dello Sviluppo Professionale Continuo (Spc), un sistema integrativo che consente di documentare anche attività formative non accreditate, purché coerenti con la crescita professionale individuale.
Per Mulas serve un approccio più flessibile alla formazione continua, in grado di rispondere alla complessità delle attività svolte dai medici veterinari. Se da un lato dirigenti e convenzionati del Ssn possono contare su un’offerta strutturata, i liberi professionisti continuano a riscontrare difficoltà nell’accesso a una formazione accreditata Ecm. In questo contesto, lo Spc si configura come uno strumento innovativo, pensato per valorizzare anche percorsi formativi non accreditati rilevanti ai fini dell’aggiornamento. 

“Considerato che una larga parte dei professionisti risulta attualmente non allineata con il sistema Ecm – prosegue Mulas – riteniamo che chi partecipa ad attività formative di qualità, anche se non accreditate, possa comunque assolvere il proprio debito formativo tramite lo Spc, che integra e completa il sistema Ecm”.

Verso una riforma per la professione veterinaria

Fnovi sollecita il Ministero della Salute e la CNFC a promuovere una riforma del sistema formativo continuo che garantisca maggiore flessibilità, inclusività e coerenza con l’evoluzione della professione veterinaria. L’obiettivo è superare il meccanismo rigido dei crediti a vantaggio di una valutazione qualitativa e personalizzata dei percorsi, capace di valorizzare competenze trasversali, attività tecnico-scientifiche, aggiornamenti legati all’uso delle nuove tecnologie e all’integrazione con la sanità pubblica. 

I medici veterinari, infatti sono oggi “chiamati a operare in ambiti strategici come la prevenzione delle zoonosi, la sicurezza alimentare, la salute ambientale e animale, diventando sempre più protagonisti della sanità globale” conclude Mulas.

CITATI: DANIELA MULAS
TAG: CREDITI ECM, FNOVI, SPC, TRIENNIO ECM 2023-2025

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