Professione
26 Maggio 2025Le organizzazioni sindacali in una lettera denunciano tagli alle risorse, esternalizzazioni e disuguaglianze tra i professionisti: “Senza interventi concreti, il Sistema Sanitario Nazionale rischia di collassare”

Mancanza di risorse per i servizi, per il personale, per la formazione e per i contratti, ma finanziamenti per il privato ed esternalizzazioni dei servizi. Questi i motivi denunciati nella lettera che l’Intersindacale dei Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari (Aaroi-Emac, Fassid, Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN, Fvm, Uil Fpl Medici e Veterinari) ha inviato ai Ministeri competenti, alle Regioni e alle Commissioni sanità di Camera e Senato, sottolineando il loro immobilismo di fronte alla crisi del SSN.
Mancanza di personale, stipendi tra i più bassi d’Europa e carenza di risorse per contratti e formazione. Sono tra le accuse lanciate dall’Intersindacale dei Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari in una lettera inviata ai Ministeri competenti, alle Regioni e alle Commissioni sanità di Camera e Senato.
Dura la critica verso le politiche sanitarie attuali, forte l’accusa al Governo di immobilismo e di favorire il settore privato con finanziamenti sproporzionati. La situazione, secondo la lettera firmata da Aaroi-Emac, Fassid, Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN, Fvm, Uil Fpl Medici e Veterinari, sta spingendo i professionisti verso il settore privato o il prepensionamento, aggravando il già precario stato del Ssn.
Nel comunicato congiunto, i sindacati richiamano il mancato rinnovo dei contratti di lavoro del personale sanitario del triennio 2022/24, scaduti da dicembre 2024 senza mai essere stati negoziati, e la deriva verso il privato dell’assistenza territoriale, le liste d’attesa che si allungano “in modo esponenziale e i pochi eroici operatori rimasti” che sono costretti a una quotidianità sempre più difficile.
Di fronte a salari del personale che sono i più bassi di Europa, la sola e un’unica proposta economica di parte del Governo è stata inaccettabile, “ferma al 5,78% di incremento” a fronte di un inflazione nel triennio contrattuale di circa il 17%, senza contare il blocco delle assunzioni.
E ancora, aggiungono i sindacati, la “dimenticanza” del finanziamento dell’indennità di specificità per numerose figure della dirigenza sanitaria come psicologi, biologi, chimici, farmacisti, fisici e dirigenti delle professioni sanitarie, escluse dagli incrementi previsti dalla legge di bilancio, nonostante le promesse.
Infine, il fatto che per ottenere il finanziamento del percorso di specializzazione delle aree sanitarie (obbligatorio per tutta la dirigenza Ssn) la finanziaria 2025 ha previsto – per la prima volta – per Veterinari, Psicologi, Biologi, Chimici, Farmacisti, Fisici, un compenso lordo annuo di soli 4.776 euro (rispetto ai Medici che percepiscono circa 27.000 euro/anno), ma che questo non potrà essere erogato agli specializzandi dell’A.A. 2025/2026 perché non ci sono ancora i decreti attuativi.
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