Professione
24 Marzo 2022 Con l’entrata in vigore del decreto Legge del 21 marzo viene introdotta la deroga alla disciplina del riconoscimento delle qualifiche professionali per i sanitari ucraini giunti in Italia

E’ legge, il decreto parla chiaro: adesso per i professionisti ucraini, profughi dalla guerra, sarà possibile esercitare la loro professione o con contratti a tempo determinato o con incarichi libero professionali, anche di collaborazione coordinata e continuativa. E questo in deroga alla normativa che prevede il riconoscimento della qualifica professionale. A dirlo è l’art. 34 del decreto legge 21, del 21 marzo 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 marzo. Il decreto infatti consente “l'esercizio temporaneo delle qualifiche professionali sanitarie e della qualifica di operatore socio-sanitario ai professionisti cittadini ucraini residenti in Ucraina prima del 24 febbraio 2022, che intendono esercitare nel territorio nazionale, presso strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private, una professione sanitaria o la professione di operatore socio-sanitario in base a una qualifica professionale conseguita all'estero regolata da specifiche direttive dell'Unione europea”. Le strutture sanitarie che fossero interessate, possono procedere al reclutamento temporaneo di tali professionisti, muniti del Passaporto europeo delle qualifiche per i rifugiati, con contratti a tempo determinato o con incarichi libero professionali, anche di collaborazione coordinata e continuativa”. Le predette strutture sanitarie, che decidessero per la contrattualizzazione, dovranno fornire “alle regioni e alle province autonome sul cui territorio insistono, nonché ai relativi Ordini professionali, i nominativi dei professionisti sanitari reclutati ai sensi del presente articolo.
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