Professione
02 Settembre 2024La Federazione Veterinari Medici e Dirigenti sanitari Lombardia chiede il riconoscimento del gravoso impegno svolto dai Veterinari Ufficiali per l’emergenza Peste suina africana, minacciando lo stato di agitazione in assenza di risposte concrete

La ricomparsa della Peste suina africana (Psa) ha portato i Veterinari Ufficiali delle ATS in Lombardia a moltiplicare gli sforzi per contenere i focolai e garantire la sicurezza sanitaria. Tuttavia, nonostante l’impegno straordinario richiesto, FVM Lombardia denuncia il mancato riconoscimento del lavoro aggiuntivo svolto dai medici veterinari e avverte che, se le promesse non verranno onorate, sarà inevitabile lo stato di agitazione.
“Sugli organi di informazione trovano spazio le misure di contenimento della presenza di cinghiali, i provvedimenti sanitari restrittivi, gli abbattimenti dei suini, la richiesta di indennizzi delle Associazioni di Allevatori e le attività di controllo sul territorio da parte di Polizia Provinciale ed altre forze dell’ordine” comuna in una nota FVM Lombardia.
“Nessun cenno invece al gravoso e difficile impegno aggiuntivo dei Veterinari Ufficiali delle ATS – sottolinea Gian Carlo Battaglia, Presidente Regionale di FVM – che stanno moltiplicando il lavoro per i controlli sanitari negli allevamenti e per l’estinzione dei focolai perché trattasi, è importante sottolinearlo, prima di tutto di emergenza sanitaria, cui conseguono rilevanti ricadute economiche e sociali”.
“E queste ultime troveranno rimedio solo se verrà prima risolta l’emergenza sanitaria. Risultato raggiungibile con il forte e coordinato impegno di tutti gli attori coinvolti, con il pieno riconoscimento delle leve e delle necessità in gioco e quindi anche del fondamentale lavoro effettuato dai Veterinari Ufficiali”.
“I Veterinari Ufficiali, professionisti del Servizio Sanitario Regionale, stanno lavorando con senso di alta responsabilità – continua il Presidente – e abnegazione con organici insufficienti (basti dire che in Lombardia sono presenti solo l’11% dei Veterinari del Servizio Sanitario Nazionale a fronte di filiere, come quella suina, che valgono il 40% di quelle nazionali) e con un numero di focolai che sono già il doppio di quelli del 2023”.
“Inoltre, Regione Lombardia non ha ancora riconosciuto e valorizzato il gravoso lavoro aggiuntivo effettuato in occasione dell’emergenza Psa verificatasi nell’estate 2023 (controllati in detto anno 1600 allevamenti con circa 10.000 visite e 90.000 controlli diagnostici effettuati in circa 90 giorni), e ciò in presenza di un impegno formale in Delibera di Giunta Regionale e nonostante i ripetuti solleciti della scrivente O.S.”.
“Promesse di riconoscimento per il lavoro aggiuntivo in corso in questi mesi sono state effettuate. Auspichiamo che abbiano miglior fortuna di quelle fatte per il 2023 che chiediamo vengano finalmente onorate” conclude Battaglia. “In carenza di quanto sopra la scrivente O.S. che rappresenta il 75% dei Veterinari Ufficiali si troverà costretta ad assumere le iniziative sindacali del caso come la proclamazione dello stato di agitazione ed altre idonee a tutelare il diritto al giusto riconoscimento del lavoro aggiuntivo effettuato”.
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