Normative
02 Settembre 2026Salgono a quattro i casi di Peste Suina Africana confermati in altrettante carcasse di cinghiale nel Comune di Riano, in provincia di Roma. La Commissione Europea ha approvato la zona infetta, in vigore fino al 30 novembre 2026, mentre proseguono le indagini per stabilire se si tratti di una nuova introduzione virale
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Sono saliti a quattro i casi di Peste Suina Africana (Psa) confermati in altrettante carcasse di cinghiale rinvenute nel Comune di Riano, in provincia di Roma. Il Direttore Generale della Salute Animale, Giovanni Filippini, ha dettagliato le rilevazioni aggiornate al 2 settembre. Il primo ritrovamento e la prima conferma risalgono al 27 agosto; gli altri casi sono stati individuati e confermati nei giorni successivi, grazie all’incremento dell’attività di ricerca attiva delle carcasse, avviata tempestivamente già dal giorno successivo al primo ritrovamento.
La carcassa del primo animale positivo è stata rinvenuta a seguito di una segnalazione; l’età stimata dell’animale è tra 6 e 18 mesi. Secondo le prime ipotesi, la morte risalirebbe a circa quattro giorni prima del ritrovamento, dato utile a stabilire il periodo a rischio su cui calibrare le attività di controllo e rintraccio. L’animale è stato trovato a bordo strada, circostanza che fa ipotizzare un possibile decesso per incidente stradale.
È stata immediatamente convocata l’Unità Centrale di Crisi (UCC) insieme al Gruppo Operativo di Esperti (GOE), per definire la zona infetta e valutare le prime misure da adottare. Dall’aggiornamento tecnico è emerso che le autorità veterinarie regionali e locali hanno prontamente avviato i controlli negli allevamenti ricadenti in zona infetta e l’intensificazione della sorveglianza, come previsto dalla normativa vigente.
La proposta di zona infetta, approvata dall’UCC, è stata accolta favorevolmente dalla Commissione Europea. La Decisione di Esecuzione, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione, convalida le decisioni delle autorità italiane: l’Italia istituisce una zona infetta in relazione alla Psa in base all’articolo 63 del Regolamento delegato (Ue) 2020/687 e all’articolo 3, lettera b), del Regolamento di esecuzione (Ue) 2023/594.
La zona corrisponde a un’area della Città Metropolitana di Roma Capitale, delimitata a sud dal Grande Raccordo Anulare (A90), a ovest dalla strada regionale SR 2 bis Via Cassia Veientana e dalla strada statale SS 2 Via Cassia, a est da via Nomentana (SP 22a), via Sandro Pertini (SP 25b), via Castelchiodato (SP 25a) e dall’autostrada A1/E45 Autostrada del Sole, a nord dal confine tra Roma Capitale e la provincia di Viterbo, nel tratto compreso tra la SS 2 Via Cassia a ovest e l’autostrada A1/E45 a est. In queste aree si applicano le misure speciali di controllo previste per le zone di restrizione II, con validità fino al 30 novembre 2026.
Sono in fase di valutazione anche le limitazioni alle attività antropiche nell’area infetta, che, tenuto conto del periodo estivo, sono state fortemente raccomandate dalle autorità competenti.
Sono in corso le indagini epidemiologiche finalizzate a individuare l’origine dell’infezione e a caratterizzare il virus, al fine di stabilire se si tratti di una nuova introduzione virale nella zona. La provincia di Roma era stata dichiarata ufficialmente indenne dalla Psa nel gennaio 2025, dopo l’ondata di infezione che aveva interessato l’area metropolitana della Capitale nel maggio 2022.
“La situazione è in continua evoluzione”, ha dichiarato il Commissario Filippini, assicurando che saranno forniti tempestivamente gli opportuni aggiornamenti.
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