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31 Agosto 2026

Animal Health Law, dieci anni dopo. La Rete IZS fa il punto

A 10 anni dall’adozione del Regolamento (Ue) 2016/429, i Direttori Generali degli Istituti Zooprofilattici di Lombardia ed Emilia-Romagna e di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta fanno il bilancio della legge, indicando negli investimenti su capitale umano e ricerca la priorità per il prossimo decennio

di Redazione Vet33


Animal Health Law, dieci anni dopo. La Rete IZS fa il punto

A dieci anni dalla sua adozione, l’Animal Health Law (AHL) rappresenta il quadro normativo di riferimento dell’Unione Europea per la prevenzione e il controllo delle malattie animali. Il Regolamento (Ue) 2016/429 ha riunito in un unico sistema una normativa costruita nel corso di oltre cinquant’anni, rafforzando un approccio fondato su prevenzione, sorveglianza epidemiologica e valutazione del rischio. In Italia, un ruolo centrale nella sua attuazione è svolto dalla Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, che contribuisce a tradurre i principi dell’AHL in un modello sempre più integrato secondo l’approccio One Health.

Il bilancio di Giorgio Varisco: da ruolo esecutivo a soggetto abilitante

“L’Animal Health Law può essere considerata una riforma sostanzialmente riuscita”, commenta Giorgio Varisco, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna. “Il valore aggiunto specificamente italiano risiede nella preesistenza di una Rete di enti sanitari pubblici a competenza tecnico-scientifica diffusa sul territorio, che ha consentito al nostro Paese di recepire l’AHL non come mero adempimento amministrativo, ma come occasione di rafforzamento di un modello – quello della Rete IZS – come un unicum nel panorama sanitario europeo”. 

Secondo Varisco, il decennio ha visto la Rete transitare da un ruolo prevalentemente esecutivo a quello di soggetto abilitante delle politiche sanitarie, con i Centri di Referenza Nazionale che hanno assunto una funzione di interfaccia tecnico-scientifica diretta con la Commissione Europea, le organizzazioni internazionali e le autorità di altri Stati membri.

Varisco individua nella sostenibilità delle risorse umane ed economiche della Rete, rispetto al carico emergenziale ricorrente, la criticità di sistema più rilevante: “Un modello che ha dimostrato eccellenza operativa richiede, per essere mantenuto nel tempo, investimenti coerenti in personale specializzato, non solo di infrastrutture tecnologiche”.

Le nuove sfide secondo Claudio Ghittino: zoonosi, AMR e clima

Claudio Ghittino, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, elenca gli obiettivi del prossimo decennio: “Le sfide che attendono il sistema sanitario veterinario europeo non riguardano soltanto la gestione delle emergenze epidemiche. L’incremento delle zoonosi alimentari, la necessità di consolidare i risultati ottenuti nel contrasto all’antimicrobico-resistenza, e l’impatto crescente dei cambiamenti climatici sulla diffusione di agenti patogeni impongono una capacità sempre maggiore di anticipare il rischio e di interpretare fenomeni complessi attraverso dati e conoscenze scientifiche solide”.

Secondo Ghittino, il ruolo della Rete IZS è quello di trasformare la sorveglianza in strumento di previsione, fornendo alle istituzioni elementi oggettivi per adottare misure tempestive ed efficaci: “Il valore aggiunto non risiede solo nella capacità di diagnosticare una malattia, ma nell’individuare precocemente i segnali di cambiamento che possono influenzare la salute degli animali e la sostenibilità delle filiere produttive”. Ghittino ha infine sottolineato il ruolo del personale coinvolto: “I risultati ottenuti in questi anni sono stati possibili grazie alla professionalità e alla dedizione di veterinari, ricercatori, biologi, tecnici e personale di supporto. Investire nelle competenze, nelle persone e nella ricerca significa rafforzare la capacità del Paese di prevenire le emergenze, proteggere il patrimonio zootecnico e garantire la sicurezza sanitaria delle generazioni future”.

CITATI: CLAUDIO GHITTINO, GIORGIO VARISCO
TAG: CAMBIAMENTO CLIMATICO, REGOLAMENTO (UE) 2016/429, RESISTENZA ANTIMICROBICA, RETE IZS, SANITà ANIMALE, ZOONOSI

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