Bovini
31 Agosto 2026Due focolai di Dermatite Nodulare Contagiosa dei bovini, a Escalaplano e Samugheo, continuano a bloccare la movimentazione degli animali in gran parte della Sardegna. Confagricoltura: “I tempi del Tar sono incompatibili con quelli dell'economia agricola”

La campagna di vaccinazione contro la Dermatite Nodulare Contagiosa dei bovini (Lumpy Skin Disease, Lsd) sta procedendo con buoni risultati in gran parte della Sardegna. Ma a causa di due focolai, un pezzo importante del territorio regionale tra centro e aree sudorientali dell’Isola continua a pagare il blocco alla movimentazione dei bovini. Su questo tema si registra la polemica di Confagricoltura Sardegna, che si chiede se i tempi dei giudici del Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) siano compatibili con quelli dell’economia e delle aziende agricole.
Dei due focolai, uno risulta ancora classificato come attivo a Escalaplano, dove è stata confermata la presenza del virus a inizio giugno, mentre l’altro, a Samugheo, è stato dichiarato estinto ma resta ancora regolamentato dalla zona di sicurezza imposta secondo i dettami di biosicurezza previsti dall’Unione Europea. Nel caso di Samugheo, i capi della mandria contagiata sono stati abbattuti; nel caso di Escalaplano, invece, l’allevatore ha presentato ricorso contro il depopolamento dei bovini presenti nella propria azienda.
Nel merito è atteso il pronunciamento del Tar, che potrebbe esprimere un primo parere, forse, a inizio autunno. Se il quadro epidemiologico appare ben governato dai Servizi Veterinari, quello economico e finanziario di centinaia di aziende zootecniche è invece investito da uno stop alla movimentazione e alla vendita dei bovini, che grava ogni settimana di più sui bilanci aziendali e sulla possibilità di vendere gli animali qualora i blocchi venissero allentati.
“I tempi di valutazione e di intervento del Tar sono compatibili con quelli dell’economia agricola di un pezzo importante del comparto zootecnico isolano?”, si chiede il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras, che in queste settimane ha raccolto, insieme ai vertici territoriali dell’organizzazione, le preoccupazioni di numerosi allevatori alle prese con un quadro finanziario definito emergenziale.
“I nostri associati, in attesa del pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale, che è bene faccia le proprie valutazioni tenendo anche conto di tante famiglie che sono in estrema difficoltà, stanno affrontando da mesi un’impennata dei prezzi di carburanti, mangimi e prodotti agro-sanitari, con costi di gestione aziendale sempre più alti che si sommano al mancato reddito atteso dalla vendita dei vitelli destinati, soprattutto, verso i centri di ingrasso della penisola”, ha spiegato Taras. “Tenere gli animali in azienda vuol dire aumentare i costi di mantenimento, tra foraggi e mangimi, e rischiare di avere animali che, raggiunto un certo peso, perdono l’interesse di mercato e si svalutano enormemente”.
Confagricoltura Sardegna si appella “alla sensibilità e all’attenzione del mondo politico e giudiziario, affinché vengano assicurati tempi celeri e risposte certe rispetto a un ricorso che sta tenendo col fiato in sospeso centinaia di allevatori che tra qualche settimana dovranno rimettere in moto i trattori per la lavorazione delle terre in vista della nuova stagione agricola”. Taras ha concluso auspicando “un impegno rapido e una vicinanza da parte della Regione, che tenga conto della straordinaria collaborazione dimostrata dai nostri allevatori nelle azioni di contrasto e contenimento della malattia”.
CITATI: STEFANO TARASSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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