Normative
05 Agosto 2026Il decreto n. 987 del Ministero dell’Università, firmato dalla ministra Anna Maria Bernini, assegna 172 borse di specializzazione per l’area veterinaria nell’anno accademico 2025/2026, ripartite tra 13 Atenei

Sono 172 le borse di studio destinate all’accesso alle Scuole di specializzazione di area veterinaria per l’anno accademico 2025/2026, su un totale di 1.520 borse ripartite tra le diverse aree sanitarie non mediche. Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il Decreto n. 987 del 31 luglio, che distribuisce i posti tra gli Atenei sulla base della capacità formativa delle Università e del fabbisogno di specialisti espresso dal sistema sanitario.
La ripartizione delle borse per l’Area veterinaria (ai sensi del DM 27 gennaio 2006, n. 146) vede Milano in testa con 45 borse, seguita da Napoli Federico II con 27 e Bari con 26. Le restanti sedi si dividono così: Messina 14, Pisa 10, Camerino 8, Padova 8, Perugia 6, Sassari 6, Parma 5, Udine 5, Bologna 2 e Teramo 2, per un totale complessivo di 172 borse.
Oltre alle borse dedicate specificamente all’area veterinaria, il decreto disciplina anche le specializzazioni ad accesso misto previste dal DM 716/2016, condivise con altre professioni sanitarie. Per Farmacologia e Tossicologia Clinica sono previste 135 borse totali, di cui 28 riservate a laureati in medicina veterinaria; per Scienza dell’Alimentazione le borse totali sono 78, di cui 18 per veterinari; per Statistica Sanitaria e Biometria il totale è di 59 borse, di cui 17 destinate alla categoria.
Il decreto apre inoltre alla possibilità di ampliare il numero complessivo dei posti disponibili: Regioni, Province Autonome e altri enti pubblici o privati potranno finanziare ulteriori borse di specializzazione, mentre gli Atenei, nei limiti della propria capacità formativa, potranno ammettere anche candidati idonei privi di borsa di studio.
CITATI: ANNA MARIA BERNINI“Questo decreto non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso”, ha dichiarato la ministra Bernini, aggiungendo che il lavoro è già orientato a rafforzare ulteriormente la formazione specialistica dell’area sanitaria non medica, con l’obiettivo di ampliare progressivamente le opportunità di accesso, aggiornare criteri ormai risalenti nel tempo e garantire, già dal prossimo anno accademico, una programmazione più tempestiva.
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