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09 Giugno 2026

Caso di rabbia in Italia. Ministero istruisce le Dogane, allerta sui rischi d’importazione

Dopo la conferma del caso di Lyssavirus nel cane di Vittorio Veneto importato irregolarmente dal Marocco, il Ministero della Salute ha impartito istruzioni all’Agenzia delle Dogane sui controlli ai punti di entrata. Fnovi richiama i veterinari sulla normativa e sui rischi dell’importazione illegale da Paesi endemici

di Redazione Vet33


Caso di rabbia in Italia. Ministero istruisce le Dogane, allerta sui rischi d’importazione

Il caso del cane rabido di Vittorio Veneto sta producendo una risposta istituzionale a più livelli. Il Ministero della Salute ha impartito istruzioni all’Agenzia delle Dogane per rafforzare i controlli sui movimenti di animali da compagnia ai punti di entrata, con particolare attenzione ai collegamenti via nave e traghetto con il Nord Africa. La Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) ha diffuso ai propri iscritti la nota ministeriale di conferma del caso, richiamando tutti i medici veterinari sui rischi connessi all’introduzione illegale di animali da Paesi dove la rabbia è endemica.

La conferma del caso: dinamica dell’importazione

Il 28 maggio 2026 il Centro di Referenza Nazionale per la Rabbia presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IzsVe) ha confermato la positività per Lyssavirus in un cane residente a Vittorio Veneto (Treviso). L’analisi genomica ha evidenziato elevata similitudine con i virus della rabbia attualmente circolanti in Marocco, Paese in cui la malattia è endemica. Il proprietario aveva introdotto il cane dal Marocco in Spagna ai primi di dicembre 2025, per poi giungere in Italia verso la metà dello stesso mese. L’animale non è stato sottoposto alle misure preventive previste dalla normativa Ue per le importazioni da Paesi terzi endemici per rabbia, nonostante una visita veterinaria in Spagna. Dopo cinque mesi dall’ingresso in Italia, il 26 maggio il cane ha manifestato sintomi neurologici – forte aggressività e clonia agli arti anteriori – ed è stato sottoposto a eutanasia il giorno stesso.

L’Unità di Crisi Centrale (Ucc), convocata il 28 maggio, ha disposto l’osservazione obbligatoria per sei mesi presso il canile sanitario per i dieci cani ritenuti sicuramente esposti, la campagna di vaccinazione antirabbica obbligatoria per tutti i cani e i gatti di Vittorio Veneto e una campagna informativa. Sono oltre 20 le persone che hanno avuto contatti a rischio, con diversi livelli di esposizione, inclusa la proprietaria morsa durante il ricovero del cane in clinica, già sottoposta a profilassi vaccinale.

La nota ministeriale segnala anche un secondo caso discusso dall’Ucc: un gatto con sintomatologia sospetta proveniente dal Marocco, introdotto irregolarmente da turisti tedeschi.

Le istruzioni alle Dogane

La Direzione Generale della Salute Animale ha impartito istruzioni all’Agenzia delle Dogane per applicare il Regolamento Ue 2026/131, in vigore dal 22 aprile 2026, che disciplina l’introduzione di animali da compagnia al seguito dei proprietari. Il regolamento prevede l’affissione obbligatoria di manifesti informativi in tutte le lingue nei locali di operatori di trasporti internazionali, aeroporti, porti e stazioni ferroviarie, in punti ben visibili ai passeggeri provenienti da Paesi terzi. La nota del direttore generale Giovanni Filippini richiama particolare attenzione ai punti di ingresso via nave e traghetto dal Nord Africa, dove la rabbia è endemica.

All’arrivo, il proprietario è tenuto a contattare le autorità del punto di entrata, presentare il certificato sanitario e mettere a disposizione l’animale per i controlli documentali e di identità.

Il richiamo di Fnovi ai veterinari

La Fnoci ha diffuso la nota ministeriale ai propri iscritti con un commento che richiama il vecchio slogan della Commissione Ue: “le malattie non rispettano le frontiere”. La Federazione sottolinea come l’introduzione illegale del cane, pur motivata da buone intenzioni, abbia prodotto conseguenze tragiche in primo luogo per l’animale stesso. Fnovi invita tutti i medici veterinari a sensibilizzare la propria utenza sui rischi dell’importazione di cani e gatti randagi da Paesi endemici e a consultare il sito della Commissione europea per le disposizioni vigenti sulla movimentazione non commerciale di animali da compagnia.

CITATI: GIOVANNI FILIPPINI
TAG: CONTROLLI, FNOVI, IMPORTAZIONE, IZS DELLE VENEZIE, LYSSAVIRUS, MAROCCO, MINISTERO DELLA SALUTE, RABBIA, VACCINAZIONE, VITTORIO VENETO

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