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10 Marzo 2026

Protezione civile, Decreto 167/2026 introduce procedure operative per il soccorso degli animali

Il provvedimento completa la riforma del Codice della Protezione Civile avviata nel 2018 e definisce ruoli, procedure e strutture per la gestione degli animali nelle emergenze

di Redazione Vet33


Protezione civile, Decreto 167/2026 introduce procedure operative per il soccorso degli animali

Con il Decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n.167 del 21 gennaio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entrano in vigore le nuove “Indicazioni operative concernenti le attività di protezione civile in materia di soccorso e assistenza agli animali”. Il provvedimento completa il percorso avviato con il Codice della Protezione Civile del 2018, introducendo procedure operative, ruoli definiti e strumenti di pianificazione per garantire la tutela degli animali nelle situazioni di emergenza. In particolare, il nuovo protocollo di azione si compone di tre macroaree: previsione, prevenzione e gestione dell’emergenza.

Il completamento della riforma del 2018

“Il Decreto 167 del 21 gennaio 2026 segna uno spartiacque fondamentale per il Sistema Nazionale della Protezione Civile; non si tratta infatti solo di un atto amministrativo, ma del tassello mancante che chiude un cerchio aperto otto anni fa” spiega Antonio Sorice, Presidente della Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (SIMeVeP). 

Il Codice della Protezione Civile del 2018 aveva introdotto, tra le finalità del Servizio nazionale, anche la tutela degli animali (art. 1). Tuttavia, mancavano ancora indicazioni operative chiare per tradurre questo principio in azioni concrete durante le emergenze. Il decreto 167/2026 colma questa lacuna definendo un quadro organizzativo e procedurale per il soccorso e l’assistenza agli animali domestici e da allevamento in caso di calamità naturali o altri eventi di protezione civile.

L’Italia riconosce così “che la salvaguardia della vita non può prescindere dalla tutela degli animali che popolano le nostre case e le nostre aziende agricole” sottolinea Sorice.

Pianificazione e prevenzione nei piani comunali

Uno degli aspetti centrali del provvedimento riguarda la pianificazione preventiva. I Comuni dovranno integrare i propri Piani di Protezione Civile con una sezione specifica dedicata agli animali. Ciò significa quindi mappare e aggiornare:
● la densità della popolazione animale domestica attraverso le anagrafi canine e feline
● la presenza di allevamenti zootecnici situati in aree a rischio idrogeologico o sismico;
● l’individuazione di aree di accoglienza temporanea adatte anche agli animali, per evitare la separazione dai proprietari durante l’assistenza alla popolazione.

Il ruolo dei Servizi veterinari

Il decreto chiarisce anche la Catena di Comando nelle emergenze, individuando nei Servizi veterinari delle ASL il riferimento tecnico per la gestione sanitaria degli animali.

Il coordinamento prevede la collaborazione tra il sindaco, autorità locale di protezione civile; i moduli sanitari veterinari per il primo soccorso; e le associazioni di volontariato specializzate e registrate negli elenchi ufficiali, dotate di specifica formazione.

I medici veterinari hanno inoltre l’obbligo di partecipare alla pianificazione dei piani di emergenza comunali e provinciali e siedono stabilmente nei tavoli decisionali della Funzione 2 – Sanità della Protezione Civile sin dalle prime fasi dell’emergenza. Tra i loro compiti vi è la validazione dei censimenti zootecnici e dele aree di ricovero; durante l’emergenza, invece, mantengono i poteri di controllo e certificazione necessari per lo spostamento degli animali o la gestione dei prodotti di origine animale, garantendo che la crisi non diventi un’emergenza sanitaria per l’uomo.

Strutture di ricovero e gestione sanitaria

Il provvedimento definisce anche i requisiti minimi delle strutture di ricovero temporaneo per gli animali. Non si tratta più di semplici recinti improvvisati, ma di spazi che devono garantire condizioni adeguate di benessere animale, misure di profilassi sanitaria per prevenire la diffusione di malattie e sistemi organizzati per la distribuzione di alimenti e assistenza veterinaria.

Sono inoltre previste procedure per il recupero e la gestione delle carcasse animali e protocolli di decontaminazione in caso di rischi NBCR (nucleare, biologico, chimico, radiologico).

Una visione integrata della gestione delle emergenze

Le esperienze maturate durante grandi eventi sismici, ricorda il Presidente SIMeVeP, come quelli dell’Aquila, dell’Emilia e del Centro Italia, hanno mostrato che molte persone rifiutano di abbandonare le proprie abitazioni pericolanti se non possono portare con sé i propri animali.

Il decreto introduce quindi una visione più ampia della gestione delle emergenze, riconoscendo che la tutela degli animali rappresenta anche un elemento di sicurezza per la popolazione umana.

La nuova impostazione si inserisce nel quadro dell’approccio One Health, secondo cui la salute umana, animale e ambientale è strettamente interconnessa. L’efficacia delle nuove disposizioni dipenderà ora dalla capacità degli enti locali di aggiornare i propri piani di emergenza e dalla formazione dei Servizi veterinari coinvolti nelle attività di protezione civile.

“La Protezione Civile italiana si conferma una delle più avanzate al mondo, caratterizzata dalla capacità di evolvere da un modello puramente ingegneristico e logistico ad uno empatico e sistemico, dove ‘soccorrere tutti’ significa, letteralmente, non lasciare indietro nessuno” chiosa Sorice.

CITATI: ANTONIO SORICE
TAG: DECRETO 167/2026, PROTEZIONE CIVILE, SOCCORSO ANIMALI

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