Animali selvatici
03 Agosto 2026Dal 1992 la Società Italiana di Ecopatologia della Fauna riunisce medici veterinari, biologi, naturalisti attorno alla sanità della fauna selvatica. Ne parliamo con la segreteria e il presidente, in vista del VII Congresso Nazionale in programma a Piano della Rocca, Prignano Cilento
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Dal 9 al 12 settembre l’Oasi Alento, a Piano della Rocca, una frazione di Prignano Cilento (Salerno), ospiterà il VII Congresso Nazionale della Società Italiana di Ecopatologia della Fauna (S.I.E.F.). Sarà la prima edizione a svolgersi nel Sud Italia, in un evento organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Ne abbiamo parlato con Enrica Bellinello, Segretario S.I.E.F., e Rudi Cassini, Presidente della società, in un’intervista video che potete guardare integralmente qui sotto.
La S.I.E.F. nasce nel 1992 per iniziativa di un gruppo di medici veterinari specializzati in patologia e gestione sanitaria della fauna selvatica. È una società scientifica senza fini di lucro e conta un centinaio di soci: per la maggior parte medici veterinari, ma anche biologi, naturalisti, tecnici faunistici, forestali, agronomi e matematici; oltre ai professionisti, ci sono numerosi studenti nelle diverse discipline.
Come racconta Bellinello nell’intervista, questa impostazione multidisciplinare è il cuore stesso della disciplina: non solo l’ecopatologia della fauna selvatica si occupa della corretta interpretazione del quadro sanitario in popolazioni animali a vita libera, ma anche delle interconnessioni tra fauna e ambiente, funzionali alla maggior conoscenza dello studio dell’ecologia delle malattie della fauna. Per questo motivo la società, pur restando strettamente legata alla medicina veterinaria, si è aperta fin dall’inizio ad altre professionalità in grado di interpretare le possibili ricadute sugli animali domestici e sulla sanità pubblica.
L’obiettivo principale della S.I.E.F. è promuovere lo scambio di aggiornamenti tecnico-scientifici su patologia, ecologia, diagnostica, epidemiologia e gestione sanitaria delle malattie della fauna selvatica, allo scopo ultimo di fornire indicazioni utili alla conservazione delle specie e al loro benessere, diffondendo queste informazioni anche al di fuori della società stessa.
Nella pratica quotidiana la società è guidata da un consiglio direttivo di sette membri e porta avanti la propria mission attraverso diverse iniziative: il congresso nazionale, che si tiene ogni due anni; l’organizzazione, in collaborazione con l’Associazione Italiana dei Veterinari Igienisti (AIVI), del congresso sulla filiera delle carni di selvaggina; corsi di formazione su temi specifici; il patrocinio a seminari e giornate di studio; la partecipazione a workshop internazionali.
Tra i fronti su cui la società è oggi più impegnata, Bellinello cita in particolare i fenomeni epidemici che negli ultimi anni hanno coinvolto la sanità animale. Tra questi la peste suina africana, che coinvolge sia la sfera selvatica che domestica, con il suo impatto sanitario ed economico legato al blocco delle esportazioni. Più in generale, la S.I.E.F. osserva con attenzione crescente l’interfaccia tra salute animale, cambiamenti climatici ed ecologici e zoonosi, un’area in cui la fauna selvatica gioca un ruolo sempre più centrale.
Il Congresso 2026 sarà organizzato in quattro sessioni tematiche. Tre riprendono i filoni portanti della società: il ruolo della fauna selvatica nella sorveglianza sanitaria e nella sanità pubblica; il rapporto tra sanità e conservazione delle popolazioni selvatiche; la gestione della fauna in ambienti confinati, con particolare attenzione ai CRAS (Centri di Recupero degli Animali Selvatici). La quarta sessione, la più trasversale, sarà dedicata alle nuove metodologie di studio del settore.
Tra le novità di questa edizione, oltre alla prima tappa nel Sud Italia, si segnalano relatori di rilievo internazionale e una tavola rotonda conclusiva con figure istituzionali e tecniche provenienti da diverse regioni italiane, dedicata ai piani di sorveglianza della fauna selvatica. Il programma prevede tre giornate di lavori e un’escursione finale nel Parco Nazionale del Cilento.
Tutte le informazioni relative al Congresso sono disponibili sul sito ufficiale della S.I.E.F. e sulle piattaforme social, oltre che sui canali dei due enti co-organizzatori, l’Università degli Studi di Napoli Federico II (Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali) e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, che cura anche la componente Ecm dell’evento. Le iscrizioni sono gestite dall’Oasi del fiume Alento, la struttura che ospiterà il congresso all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni
Per chi fosse ancora indeciso, il messaggio della società è chiaro e diretto: le sfide dell’ecopatologia sono globali, ma richiedono risposte locali urgenti e competenze condivise. Il Congresso non vuole essere solo un momento di incontro, ma un luogo in cui la ricerca sul campo si traduce in azione di conservazione.
CITATI: ENRICA BELLINELLO, RUDI CASSINISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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