Alimentazione
16 Luglio 2026Il mercato globale del petfood crescerà dai 135 miliardi di dollari del 2026 ai 200 miliardi entro il 2034 (+48%). Lo Schesir Respect My Nature Index identifica i 10 trend che guideranno la nutrizione di cani e gatti: dal longevity feeding al pet biohacking, dall’asse intestino-cervello alla personalizzazione spinta

Il mercato globale degli alimenti per animali domestici crescerà dai 135 miliardi di dollari del 2026 ai 199 miliardi entro il 2034 (+48%), con un tasso di crescita annuo composto del 5%. In Italia il petfood per cani e gatti ha superato i 4 miliardi di euro nel 2025, con gli alimenti per gatti che dominano con 2,35 miliardi (56% del mercato). Ma la vastità dell’offerta genera un paradosso: secondo un sondaggio, per il 57% dei proprietari di gatti la scelta è difficile a causa dell’eccesso di prodotti; mentre, come riporta uno studio pubblicato sul Canadian Veterinary Journal, quasi la metà dei proprietari di cani considera la scelta del cibo la parte più difficile della cura del proprio animale. Un monitoraggio condotto dallo Schesir Respect My Nature Index ha identificato i 10 trend che guideranno il futuro del settore.
1. Longevity Feeding
Il focus si sposta dal semplice allungamento della vita (lifespan) all’allungamento degli anni in salute (i). Si cercano alimenti ricchi di antiossidanti contro lo stress ossidativo, protettori articolari avanzati e nutrienti che preservano le funzioni cognitive dei pet anziani.
2. Ancestral & Nature-First Diets
Mentre il mercato si riempie di alternative ultra-processate, i proprietari più consapevoli cercano un ritorno alle diete “ancestrali”, con alta percentuale di proteine animali di qualità, pochi carboidrati e nessun additivo superfluo.
3. Pet Biohacking
L’uso della nutrizione per ottimizzare l’espressione genetica e la salute cellulare dell’animale: ingredienti mirati che influenzano direttamente l’energia, il sistema immunitario e la risposta infiammatoria.
4. Gut-Brain Axis & Microbioma
L’attenzione scientifica sul microbioma intestinale dei pet è ai massimi storici. Alimenti ricchi di prebiotici e postbiotici naturali non impattano solo sulla digestione, ma anche sul sistema immunitario e sull’umore dell’animale attraverso l’asse intestino-cervello.
5. Hyper-Personalization
Il futuro è la personalizzazione in base a razza, stile di vita, età e in prospettiva all’analisi del DNA o del microbioma individuale dell’animale.
6. Clean Label & Tracciabilità Radicale
I proprietari esigono etichette corte, ingredienti chiari e la possibilità di tracciare la filiera. Meno ingredienti, ma di qualità superiore e dichiarazione trasparente delle fonti proteiche.
7. Upcycled Ingredients & Sostenibilità Consapevole
L’uso di ingredienti “upcycled”, come le parti nobili di pesce o carne che l’industria umana non utilizza per motivi commerciali, per ridurre lo spreco alimentare senza compromettere la qualità nutrizionale.
8. Emotional & Cognitive Support
La crescita di alimenti e snack funzionali arricchiti con ingredienti naturali rilassanti (camomilla, valeriana, specifici amminoacidi) per il benessere mentale dei pet, in risposta all’aumento dell’ansia da separazione e dello stress.
9. Texture Innovation & Gastronomia
Nel mondo felino, l’alternanza di texture (soufflé, brodi, sfilaccetti) non è solo un elemento di gradibilità ma una necessità funzionale per favorire l’idratazione e prevenire problemi urinari.
10. Climate-Resilient Nutrition
La ricerca di ingredienti a minor impatto idrico e di suolo, anticipando le sfide climatiche globali, senza compromettere il profilo nutrizionale carnivoro del pet.
CITATI: GIORGIO MONTEFUSCO“Di fronte a una scelta così vasta e a tanta disinformazione, il nostro compito è guidare l’innovazione verso un unico faro: il benessere reale degli animali e il rispetto della loro identità biologica”, dichiara Giorgio Montefusco, Marketing & Trade Marketing Director di Schesir. “Il corpo di un cane o di un gatto risponde a un codice biologico diverso dal nostro. Le necessità dei pet non sono soddisfatte dall’ultimo trend o dai cosiddetti superfood, ma da componenti nutrizionali specifici ed essenziali per la loro fisiologia”.
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