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Animali selvatici

06 Dicembre 2022

La triste storia del ‘lupo espiatorio’: basta con le fake news

Come nelle favole, il lupo torno a mettere paura. Ma si tratta di allarmi ingiustificati. Il vademecum dell’OIPA per una convivenza serena ed equilibrata.


La triste storia del ‘lupo espiatorio’: basta con le fake news

Sembra uscito dalle pagine di Perrault, il feroce e famelico lupo che - secondo alcune voci mediatiche - sta seminando il panico in Italia. Brutto, arrabbiato e pericoloso: così alcune notizie sensazionalistiche si divertono a dipingerlo. Ma la verità è un’altra. Come si legge nel recente rapporto ISPRA, infatti, in Italia i lupi oggi sono circa 3000. Molte delle violente incursioni attribuite ai lupi, sono, molto più probabilmente, responsabilità di cani inselvatichiti. Spesso questa demonizzazione si ritorce contro i lupi, innescando azioni impulsive e immotivate, che determinano responsabilità penali in chi le commette: reati connessi (articolo 544 bis e ter del Codice penale e bracconaggio). Per questo l’OIPA ha diffuso un vademecum che spiega cosa fare e cosa non fare in un territorio in cui è possibile che vi sia la presenza di lupi. Il presupposto da cui prende avvio l’iniziativa è che il lupo è una specie protetta dalla normativa nazionale e dell’Unione Europea e quindi non può essere cacciato né ucciso. Solo in casi del tutto eccezionali la normativa consente di derogare a questo stato di protezione nel caso di animali considerati “problematici”. “Il lupo è un animale schivo, non pericoloso per l’uomo. Naturalmente caccia per mangiare, essendo un predatore. Ecco allora che occorre favorire una serena convivenza senza generare allarmi, anche mediatici o diffondere fake news al riguardo” - spiega Paola Monga dell’OIPA di Piacenza -. “Tra queste false notizie vi è quella che è stato reintrodotto e che gli esemplari ibridi sarebbero più confidenti. Noi, come associazione, ci adoperiamo anche per divulgare informazioni corrette, con rigore scientifico anche per sviluppare il senso critico dell’interlocutore, che va dal semplice cittadino al rappresentante delle istituzioni”.

A tutela degli animali, occorre mettere in campo una maggiore consapevolezza, e alcune accortezze basilari che possono aiutare una convivenza rispettosa con il lupo.

- non tenere i cani a catena, come anche previsto dalla legislazione della Regione Emilia Romagna

- evitare di lasciare cibo alla fauna selvatica

- tenere di notte gli animali domestici in locali chiusi 

- evitare di lasciare resti di animali accanto alle case

- non lasciare rifiuti organici (placente, carcasse) nelle letamaie e nelle vicinanze di stalle

- non lasciare cibo avanzato nelle colonie feline

TAG: CANI INSELVATICHITI, ISPRA, LUPO, OIPA

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A cura di Redazione Vet33

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