Animali da Compagnia
05 Settembre 2022 Sbalzi d’umore, maggiore irritabilità e variazione nei livelli d’appetito: così i cambiamenti climatici influiscono sui nostri pet.

Comprendere come cani e gatti modificano i loro comportamenti in base agli eventi meteorologici può aiutare a perfezionare le strategie di prevenzione attraverso l'educazione del proprietario e i cambiamenti sociali. Poiché la frequenza di eventi estremi come ondate di calore o temporali intensi è in aumento, la società deve preparare strategie per mitigarne gli effetti per proteggere la salute umana e canina. Per verificare entità e frequenza delle variazioni comportamentali a seguito di eventi meteo importanti, è stato somministrato un questionario ad hoc a proprietari di cani e di gatti. Per l’esattezza, sono stati coinvolti 392 proprietari di cani e 426 di gatti. Lo studio ha mostrato che molti comportamenti in entrambe le specie sono stati ugualmente modificati dalla temperatura ambientale. Il gioco e l'attività aumentavano con il freddo e diminuivano con il caldo, e il sonno aumentava con l'abbassamento della temperatura e con il caldo. In particolare, l'aumento dell'attività in corrispondenza del calo termico è stato più significativo nei maschi, mentre l'aumento del comportamento di gioco è stato statisticamente maggiore nei cani da pastore e bovini –gruppo1. Gli eventi meteorologici non hanno però influenzato i comportamenti aggressivi o incentivato la predisposizione a sporcare la casa sia nei cani che nei gatti. I cambi più evidenti in entrambe le specie hanno invece riguardato sia il comportamento alimentare, con appetito in aumento in presenza di cali termici improvvisi (63%) e in calo con il caldo (58,7%9 specialmente nei maschi interi (p < 0,05). Sia il comportamento di toelettatura: secondo i proprietari, questo tendeva ad aumentare leggermente (39,3%) nelle stagioni più calde. Infine, in corrispondenza di forti temporali o piogge incessanti ad alta intensità, gli animai hanno mostrato un aumento di nervosismo e reattività (45,9%), comportamenti paurosi (47,7%), tendenza a nascondersi (38,8%) e vocalizzazioni (26,5%). C'è stata anche una riduzione dell'attività (48%) e del comportamento di gioco (33,7%).
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