Animali da Compagnia
02 Agosto 2022 L’amore per gli animali è una questione genetica? Forse. E il merito sarebbe dell’ossitocina, neurotrasmettitore coinvolto non solo nei comportamenti sociali tra uomini, ma responsabile pure dell’empatia uomo-animale. Uno studio britannico sul DNA di 161 volontari.

Una questione genetica: l’amore per gli animali, potrebbe configurarsi come qualcosa di più di una semplice inclinazione caratteriale, potrebbe essere scritto infatti nel DNA. Questa, almeno, è la conclusione di uno studio condotto da ricercatori del Roslin Institute dell'Università di Edimburgo e dello Scotland's Rural College (SRUC). Pare che tutto dipenda dall’ossitocina, ormone neurotrasmettitore associato a un'ampia gamma di comportamenti sociali umani. È stato descritto che i polimorfismi a singolo nucleotide (SNP) all'interno del gene del recettore dell'ossitocina (OXTR) sono coinvolti nell'empatia uomo-uomo, tuttavia, si sa poco su un’eventuale connessione tra SNP OXTR ed empatia uomo-animale. Per verificare se il polimorfismo a singolo nucleotide all’interno dell’OXTR possa influire sulle reazioni umane spontanee nei confronti degli animali, è stato condotto uno studio che ha convolto 161 studenti britannici, di cui è stato studiato il DNA, e che si sono poi sottoposti a un questionario progettato per valutare la loro empatia nei confronti degli animali. Tra le evidenze più significative, è emerso che nelle donne erano riscontrabili livelli più elevati di empatia, verso gli animali. Inoltre, tale empatia è risultata associata all'assenza dell'allele A minore su OXTR SNP rs2254298. Quindi, sulla base di questi risultati, si è concluso che gli OXTR svolgono un ruolo non solo per i comportamenti sociali umani ma anche per le interazioni uomo-animale. Tuttavia, commentando con NEWStat questi risultati, Melanie Connor, PhD, ricercatrice senior presso SRUC e autrice corrispondente dello studio, ha messo in guardia sul fatto che tali esiti sono solo parziali: “Il campione è limitato e le differenze sono piccole. . . Era uno studio esplorativo piuttosto che uno studio di conferma”.
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