Professione
05 Novembre 2026Per il sindacato FVM l’aumento di 2,4 miliardi copre appena un terzo del fabbisogno indicato dalle Regioni. Nel mirino anche il voucher per gli over 75, la flat tax per gli autonomi e l’inflazione che erode i contratti

La Legge di bilancio torna a dividere Governo e Regioni sul finanziamento della sanità pubblica. Il sindacato FVM (Federazione Veterinari e Medici) legge nelle parole del ministro della Salute Orazio Schillaci il segnale di una «tempesta istituzionale». Il ministro è intervenuto dopo l’allarme delle Regioni sulle risorse stanziate. Se la frattura non verrà ricomposta, avverte il sindacato, finirà per pesare sulla salute degli italiani.
FVM parte dalle dichiarazioni del ministro, arrivate dopo che le Regioni hanno chiesto per la sanità pubblica risorse più consistenti di quelle previste dal Governo. Schillaci ha affermato: «La salute non è una voce di spesa. No ai contentini per cercare consenso. Sto dalla parte dei cittadini e dei più fragili, di quelli che una cura da soli non se la possono permettere. Serve una sanità pensata per durare, non per arrivare a fine anno».
Il sindacato si dice concorde con il ministro, in particolare su un secondo passaggio: «Per i più fragili, non bastano delle semplici scorciatoie. E non accetto la tentazione che le sta accanto: quella di un contentino, quella di una misura che magari si vede subito, che fa notizia, che porta consenso domani mattina».
Secondo FVM, il riferimento del ministro ai “contentini” potrebbe riguardare il miliardo e 600 milioni destinato alla sanità privata attraverso il voucher per gli over 75. Il sindacato precisa però che le criticità della manovra non si fermano qui.
Il punto che FVM definisce più eclatante è la flat tax al 15% per i lavoratori autonomi che dichiarano meno di 100.000 euro, una misura che il sindacato giudica di dubbia costituzionalità. Il confronto proposto è con il lavoro dipendente, per cui FVM indica un’aliquota del 43%. Su un reddito di 100mila euro, secondo questo calcolo, all’autonomo resterebbero 85mila euro netti e al dipendente 57mila. Il sindacato definisce la differenza di 28mila euro «un vero pizzo di Stato» a carico del lavoratore dipendente.
FVM accusa il Governo di aumentare la spesa per gli armamenti senza intervenire sull’evasione fiscale. Secondo il sindacato, proprio da lì si potrebbero recuperare le risorse necessarie al welfare. La Federazione richiama anche il malessere delle giovani generazioni, segnate da precarietà lavorativa, salari bassi e difficoltà di accesso alla casa. Lo descrive come il segnale di un disagio sociale che coinvolge ampie fasce della popolazione.
La richiesta di FVM è emendare la Legge di bilancio per riassorbire il clima di angoscia e le proteste nate da una profonda insoddisfazione. Il punto di partenza indicato è la garanzia del diritto costituzionale alla tutela della salute. Il Fondo sanitario cresce di 2,4 miliardi, ma secondo quanto riportato dal sindacato le Regioni ritengono che la cifra copra appena un terzo di quanto serve per affrontare le emergenze di personale e servizi.
Sul fronte del personale, il sindacato ricorda che i contratti della sanità per il triennio 2025-2027 hanno previsto aumenti del 5,4%. Nel solo 2026, sempre secondo FVM, l’inflazione ha eroso oltre il 5% del potere d’acquisto e continuerà a ridurre il valore delle risorse stanziate per sanità, scuola e welfare. FVM chiude con una domanda: «Perché il Governo non ascolta il paese reale?».
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