Alert sanitari
06 Ottobre 2026Dal 3 ottobre decadono le licenze per movimentare i ruminanti all’interno della Scozia. Gli allevamenti colpiti da BTV-3 nel Paese sono 40, i casi nel Regno Unito oltre 2.400. La decisione è stata concordata con la filiera

La Blue tongue non è più circoscritta al Sud-Ovest della Scozia. Dal 3 ottobre l’intero Paese è un’unica zona di restrizione, con lo stesso stato sanitario. Il Governo scozzese ha preso la decisione d’intesa con le principali associazioni di allevatori e operatori. Di conseguenza non servono più le licenze per spostare bovini, ovini e altri ruminanti sensibili in entrata, in uscita e all’interno dell’area finora delimitata. L’obiettivo dichiarato è semplificare gli scambi nel pieno della stagione commerciale autunnale. La scommessa si regge sulla copertura vaccinale e sul calo stagionale dei vettori.
Fino al 2 ottobre la zona di restrizione interessava solo una porzione del Sud-Ovest del Paese. Per ogni spostamento di animali sensibili in entrata, in uscita o al suo interno serviva una licenza specifica. Ora l’intero territorio scozzese condivide lo stesso stato sanitario e quel vincolo amministrativo decade. Secondo il Farm Advisory Service (FAS), il servizio di consulenza agli agricoltori finanziato dal Governo scozzese, il cambiamento dovrebbe semplificare in modo sensibile il lavoro di allevatori, trasportatori e mercati d’asta in vista del periodo autunnale di compravendite.
Alcune condizioni restano in vigore: gli animali che presentano segni clinici della malattia non devono essere movimentati e, secondo quando riportato dalla stampa di settore britannica, resteranno confinati nell’azienda di appartenenza per 60 giorni.
Dall’istituzione della zona di restrizione del Sud-Ovest, il virus della Blue tongue sierotipo 3 (BTV-3) è stato rilevato in 40 allevamenti scozzesi. La distribuzione è fortemente concentrata nel Dumfries and Galloway, con 36 casi. Gli altri sono 2 nell’Aberdeenshire, 1 nell’Angus e 1 nel South Lanarkshire. I quattro focolai esterni all’area originaria sono emersi grazie alla tracciabilità dei movimenti di animali provenienti da aziende infette. Tutti gli allevamenti colpiti sono soggetti a restrizioni.
Su scala nazionale, gli ultimi dati ufficiali indicano 2.408 casi confermati nel Regno Unito e altri 961 ancora in fase di accertamento.
La scelta tiene conto della biologia del vettore. Con il calo delle temperature si riduce l’attività dei Culicoides, i piccoli ditteri ematofagi che trasmettono il virus, e con essa la probabilità di diffusione ulteriore.
Il ministro scozzese dell’Agricoltura Jim Fairlie ha presentato l’estensione come una presa d’atto della situazione epidemiologica: “Estendere la zona di restrizione a tutta la Scozia è un passo pratico e ragionevole, che riflette la realtà con cui ci troviamo a fare i conti”. Secondo il ministro, la Blue tongue non scomparirà a breve. Fairlie ha precisato che l’eliminazione delle licenze non modifica la strategia di lungo periodo del Governo contro la malattia.
La decisione è stata concordata con National Farmers’ Union Scotland, National Sheep Association, Scottish Beef Association, Institute of Auctioneers and Appraisers Scotland e Quality Meat Scotland.
Il vero contrappeso all’allentamento delle regole è la profilassi vaccinale. Fairlie ha invitato gli allevatori a confrontarsi con il proprio medico veterinario sulla vaccinazione. Il Governo scozzese e la filiera costituiranno inoltre un gruppo di comunicazione congiunto per promuoverla e per condividere con allevatori e veterinari informazioni sull’impatto della malattia.
La National Sheep Association sostiene la semplificazione ma ne riconosce apertamente il prezzo. Secondo Michael Priestley, policy manager dell’associazione, il minor carico burocratico comporta un rischio più elevato di diffusione del virus, ma la scelta ha una giustificazione precisa: “Questo compromesso si basa sulla fiducia nella tecnologia vaccinale, che finora ha garantito un’eccellente copertura del bestiame nelle aree colpite del Regno Unito”.
CITATI: JIM FAIRLIE, MICHAEL PRIESTLEYSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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