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06 Ottobre 2026Inaugurata a Roma l’area per la riabilitazione con i cavalli, affiancata da Bosco Vivo e Orto riabilitativo. Il Sottosegretario Gemmato: la terapia assistita è un intervento innovativo per le cronicità

Circa 7.700 metri quadrati dedicati alla riabilitazione con i cavalli, a cui si aggiungono un bosco e un orto terapeutico. È il nuovo spazio per la Terapia assistita con gli animali inaugurato all’Ospedale San Giovanni Battista di Roma, struttura dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta specializzata in riabilitazione motoria e neurologica. All’apertura era presente il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. Il progetto, finanziato dalla Fondazione Nando ed Elsa Peretti, amplia un’attività equestre che l’ospedale porta avanti dal 2016.
Il cuore dell’intervento è l’area riservata al lavoro con i cavalli, che misura circa 7.700 metri quadrati. Attorno si sviluppano due spazi complementari: il primo è il Bosco Vivo, esteso per circa 14.500 metri quadrati; il secondo l’Orto riabilitativo. Entrambi servono a integrare le sedute terapeutiche con attività all’aperto, stimolazioni sensoriali e momenti di partecipazione attiva dei pazienti.
I lavori sono stati completati il 26 giugno. Il finanziamento è arrivato dalla Fondazione Nando ed Elsa Peretti. Stiven Shala, Executive Coordinator della fondazione, ha richiamato l’attenzione dell’ente verso le persone fragili, gli animali e la natura, sottolineando il valore della “cura che c’è dietro la cura”.
L’attività equestre non è nuova per l’ospedale romano; questa si svolge nell’area dedicata del complesso, una struttura tra le poche di questo tipo in Italia. Dall’avvio nel 2016 il progetto ha coinvolto, secondo l’ospedale, alcune migliaia di pazienti. Tra loro ci sono persone uscite da uno stato di coma, vittime di incidenti stradali e pazienti con malattia di Parkinson. Sul fronte dei risultati, l’ospedale riferisce che il 92% dei pazienti trattati ha raggiunto gli obiettivi riabilitativi fissati.
Tommasangelo Petitti, Direttore Sanitario dell’Ordine di Malta, ha descritto la relazione tra paziente e animale, al centro del percorso riabilitativo. Secondo Petitti, il cavallo percepisce lo stato e il comportamento della persona e adegua di conseguenza il proprio movimento. “Il cavallo presta il proprio passo al paziente”, ha spiegato. In questo modo al recupero motorio si affianca quello dell’equilibrio e della fiducia. Petitti ha indicato come tappa del percorso anche il semplice superamento della paura di avvicinarsi a un animale di grande taglia.
La struttura punta a un effetto che vada oltre la componente motoria e coinvolga anche le sfere cognitiva, emotiva e relazionale. Edoardo Bellomo, Direttore Generale delle Attività Sanitarie, l’ha chiarito così: “La Terapia assistita con gli animali non rappresenta una nuova attività semplicemente complementare rispetto all’ospedale, ma è uno degli strumenti attraverso i quali intendiamo arricchire il percorso di cura della persona”.
Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio, ha richiamato le possibili applicazioni nelle persone nello spettro autistico e in altre condizioni in cui la relazione con l’animale può diventare uno strumento terapeutico, sottolineando anche il lavoro dell’équipe multidisciplinare della struttura, che riunisce medici, infermieri, fisioterapisti, tecnici e terapisti occupazionali.
Il Sottosegretario Marcello Gemmato ha collocato l’iniziativa nella gestione delle malattie croniche e degenerative, in un sistema sanitario messo sotto pressione dall’invecchiamento della popolazione. Gemmato ha definito la Terapia assistita con gli animali un intervento innovativo; ha poi legato la qualità delle cure alla sostenibilità economica del Servizio sanitario nazionale: “Migliorare le prestazioni sanitarie rivolte ai malati non soltanto contribuisce a una migliore cura, e già questo basterebbe, ma il fatto di curare meglio contribuisce anche a spendere di meno”.
Sul tema dell’umanizzazione delle cure è intervenuto Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, il quale ha sottolineato il peso del rapporto che si crea con il personale e con gli animali e la necessità di fare rete tra istituzioni, categorie professionali e ordini. Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina, ha letto la nuova area come il segno di una visione che affianca alla competenza tecnica l’attenzione alle fragilità della persona.
Nel 2027 l’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta compirà 150 anni. Il presidente Lorenzo Borghese ha collegato l’anniversario all’evoluzione dei bisogni sanitari: “Dal 1877 al 2027 sono cambiati i bisogni, gli strumenti e le forme, ma non è cambiato il dovere di servire”. La giornata si è chiusa con una dimostrazione di fisioterapia con i cavalli e una visita al Bosco Vivo e all’Orto riabilitativo.
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