Influenza aviaria
23 Settembre 2026Il virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità è stato rilevato in diverse specie di mammiferi

Il Global Virus Network (GVN) sta monitorando i rilevamenti del virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità A(H5N1) in diverse specie di mammiferi in Australia, mentre il virus continua a circolare a livello globale tra uccelli e mammiferi. Il 13 settembre le autorità australiane hanno confermato il primo rilevamento in un leone marino australiano, specie minacciata, a Seal Bay, su Kangaroo Island.
Il primo caso confermato in un mammifero in Australia risale al 23 agosto, quando un’otaria orsina dal naso lungo trovata a Beachport, nell’Australia Meridionale, è risultata positiva. Un secondo esemplare della stessa specie, individuato nei pressi di Kangaroo Island, è stato confermato due giorni dopo. Successivamente il virus è stato rilevato in una volpe rossa nell’area metropolitana di Adelaide, in un delfino comune a Goolwa e in una seconda volpe a Normanville.
Secondo il GVN, i rilevamenti mostrano il coinvolgimento di diverse specie di mammiferi a poche settimane dalla prima segnalazione del virus nella fauna selvatica australiana. A livello globale H5N1 è stato rilevato in un numero crescente di mammiferi, tra cui foche e altri mammiferi marini, bovini da latte, gatti e carnivori selvatici. Gli scienziati stanno monitorando queste infezioni per individuare eventuali cambiamenti del virus e possibili evidenze di trasmissione tra mammiferi.
Le autorità australiane riferiscono che al momento non ci sono evidenze di trasmissione da mammifero a mammifero nel Paese. «La priorità ora è un’analisi genomica dettagliata di questi e di eventuali futuri rilevamenti», ha spiegato Michelle Wille, ricercatrice sull’influenza aviaria affiliata all’Università di Melbourne, al WHO Collaborating Centre for Reference and Research on Influenza e al Peter Doherty Institute for Infection and Immunity. Secondo Wille, sarà necessario monitorare eventuali mutazioni associate a un migliore adattamento ai mammiferi e stabilire se le infezioni derivino da distinti passaggi dagli uccelli oppure da una trasmissione tra foche.
L’Australia aveva rilevato per la prima volta H5N1 del clade 2.3.4.4b negli uccelli marini selvatici a giugno. Al 17 settembre erano stati segnalati 576 eventi confermati nella fauna selvatica, comprese mortalità di massa tra le sterne crestate. Un singolo evento può comprendere uno o più animali.
Non sono stati rilevati casi nel pollame australiano o nel sistema di produzione agricola. L’Australian Centre for Disease Control continua a valutare come basso il rischio per le persone e non segnala evidenze che il virus circolante in Australia sia cambiato in modo da infettare più facilmente l’uomo. Il GVN richiama comunque la necessità di mantenere la sorveglianza tra le specie, l’analisi genomica rapida e la condivisione dei dati.
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