Giaguaro
23 Settembre 2026Un nuovo assemblaggio del genoma del giaguaro raggiunge il livello cromosomico e identifica 25.267 geni codificanti proteine

Un nuovo assemblaggio del genoma del giaguaro (Panthera onca) fornisce un riferimento genomico più completo per studiare la specie e supportarne la conservazione. Il risultato arriva da uno studio internazionale pubblicato su BMC Genomic Data, che ha ottenuto un assemblaggio a livello cromosomico con il 99,85% della sequenza assegnata ai cromosomi e 25.267 geni codificanti proteine annotati.
Il giaguaro è un grande felide originario delle Americhe. Le sue popolazioni hanno registrato una riduzione associata alla perdita dell'habitat. Secondo gli autori, la disponibilità di un genoma di riferimento di elevata qualità può contribuire sia allo studio della biologia e dell'evoluzione della specie sia alle attività di monitoraggio e conservazione. Un'annotazione più completa permette inoltre di contestualizzare meglio le varianti genetiche rilevate nelle diverse popolazioni.
Per realizzare il nuovo riferimento, denominato mPanOnc3.5, i ricercatori hanno utilizzato materiale proveniente da due giaguari in cattività ospitati nell'ex zoo di Buenos Aires, oggi Eco-Park: un maschio, Tango, e una femmina, Gorda. Sono state impiegate tecnologie di sequenziamento a letture lunghe Oxford Nanopore e a letture corte Illumina, integrate con dati Hi-C già disponibili pubblicamente.
L'assemblaggio ottenuto presenta 19 super-scaffold corrispondenti ai 18 autosomi e al cromosoma X, in linea con il cariotipo noto del giaguaro. Rispetto al precedente assemblaggio annotato a livello cromosomico, pubblicato dal progetto DNA Zoo, il nuovo riferimento presenta una maggiore continuità, con un contig N50 pari a 48,04 Mb.
Il nuovo genoma si inserisce in un percorso di ricerca avviato con la prima sequenza genomica del giaguaro pubblicata nel 2017. Quel riferimento è stato utilizzato, tra l'altro, per studi di genomica delle popolazioni e per analizzare adattamenti evolutivi. Secondo gli autori, la sua limitata continuità rendeva però necessario un ulteriore miglioramento del riferimento disponibile.
Il nuovo assemblaggio presenta alcuni limiti indicati dagli stessi ricercatori. Non comprende il cromosoma Y e non consente di risolvere completamente il genoma nei due aplotipi. Inoltre, parte dei dati utilizzati per la correzione della sequenza proviene da un individuo diverso. Gli autori precisano tuttavia che questo aspetto non dovrebbe compromettere l'identificazione delle varianti nelle popolazioni attraverso l'allineamento al genoma di riferimento.
Secondo i ricercatori, la maggiore qualità dell'assemblaggio mette ora a disposizione uno strumento per approfondire la genomica del giaguaro e può contribuire alla definizione di strategie più appropriate di conservazione e reintroduzione della specie. I dati di sequenziamento e l'assemblaggio sono stati resi disponibili in archivi pubblici.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
23/09/2026
Il virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità è stato rilevato in diverse specie di mammiferi
23/09/2026
Il rinnovo del Ccnl 2025-2027 dell’Area Sanità entra nella fase decisiva. Previsti 240 euro medi mensili di incremento, oltre a risorse aggiuntive. Nuovi incontri il 1° e il 13 ottobre
23/09/2026
La Direzione generale della Salute animale chiarisce l’applicazione del DM 3 aprile 2025
23/09/2026
Uno studio pubblicato su PLOS ONE ha identificato 119 microRNA nel latte del tursiope

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022