Mpox
16 Settembre 2026L’Organizzazione Mondiale della Sanità continua a considerare l’epidemia di Mpox un’emergenza classificata, con oltre mille casi confermati ogni mese a livello globale. L’Italia è tra i Paesi in cui il virus continua a circolare, con 78 notifiche dal gennaio 2024

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who) continua a considerare l’attuale epidemia di Mpox un’emergenza classificata, con nuovi focolai segnalati in diversi Paesi e oltre mille casi confermati ogni mese. Sono le conclusioni a cui è approdata la valutazione rapida del rischio globale condotta dall’agenzia ONU per la salute ad agosto 2026, riportate anche nell’ultimo report sull’epidemia. Il rischio per la salute pubblica a livello mondiale è stato nuovamente valutato come moderato, e l’Italia è tra i Paesi in cui il virus continua a circolare.
Mpox, precedentemente noto come vaiolo delle scimmie, è una zoonosi virale il cui serbatoio animale non è ancora identificato con certezza, sebbene diversi roditori africani siano considerati possibili ospiti del virus. Sebbene la trasmissione da uomo a uomo rappresenti oggi la modalità di diffusione predominante nell’attuale epidemia, l’origine zoonotica della malattia rende il monitoraggio della circolazione virale e delle sue dinamiche di interesse anche per la sanità pubblica veterinaria, in un’ottica One Health che integra sorveglianza umana, animale e ambientale.
Al di fuori dell’Africa centrale e orientale, la trasmissione comunitaria del clade Ib di Mpxv è stata segnalata in Italia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera e Regno Unito, anche in reti sessuali di uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini e in reti di prostituzione. Per quanto riguarda l’Italia, sono stati rilevati casi del clade Ib anche nelle ultime sei settimane monitorate (5 contagi), portando a 78 il totale delle notifiche da gennaio 2024. I Paesi che hanno segnalato il maggior numero di casi cumulativi da clade Ib sono Spagna (241 casi), Francia (173), Portogallo (162), Germania (140) e Regno Unito, mentre nelle ultime sei settimane il maggior numero di contagi è stato notificato da Portogallo (66 casi), Germania (24), Francia (20), Regno Unito (18) e Irlanda (12).
“Tutti i Paesi sono fortemente incoraggiati a mantenere la sorveglianza e la notifica di Mpox, unitamente ad attività coordinate di preparazione e risposta in tutti i settori tecnici, come da linee guida”, indica la Who, spiegando che le raccomandazioni permanenti del Direttore Generale, emanate ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale, sono state prorogate fino ad agosto 2027.
A livello mondiale, da gennaio 2025 al 31 luglio 2026, i casi di Mpox sono stati complessivamente 65.784 in 105 Paesi, con 264 decessi. Nell’ultimo mese con dati completi, luglio 2026, i contagi confermati sono stati 1.370 in 32 Paesi di quattro regioni Who, inclusi 7 decessi, per un tasso di letalità dello 0,5%. Circa tre quarti dei casi sono stati segnalati nella Regione africana, con il maggior numero di casi concentrato a luglio in Madagascar, Angola, Cina, Repubblica Democratica del Congo e Kenya.
“La trasmissione di Mpox continua a colpire le popolazioni chiave principalmente attraverso la trasmissione sessuale, spesso seguita dalla diffusione all’interno delle famiglie e da focolai nella comunità”, segnala la Who, precisando che tutti i cladi del virus continuano a circolare.
Nel luglio 2026, la Regione africana ha segnalato più casi confermati rispetto a giugno, mentre la Regione europea e le regioni delle Americhe, del Pacifico Occidentale e del Sud-Est Asiatico hanno registrato un numero inferiore di infezioni rispetto al mese precedente. La Regione del Mediterraneo Orientale non ha segnalato alcun caso né a luglio né a giugno 2026. Undici Paesi africani hanno riportato una trasmissione attiva del virus nelle ultime sei settimane censite, dal 6 luglio al 16 agosto 2026, con 1.153 casi confermati e 7 decessi, per un tasso di letalità dello 0,6%; in questo periodo, Madagascar, Angola, Kenya, Repubblica Democratica del Congo e Camerun hanno riportato il maggior numero di casi. Due nuovi Paesi hanno segnalato per la prima volta casi da clade Ib: Cile, dove il caso rilevato riguarda un uomo adulto che aveva riferito un recente viaggio in Italia e Spagna, e Ungheria.
Tra le contromisure messe in campo, il 27 agosto scorso ad Addis Abeba, in Etiopia, è stata lanciata un’iniziativa globale multipartner per migliorare l’accesso ai vaccini anti-Mpox. L’iniziativa crea un nuovo meccanismo a lungo termine, nell’ambito del Gruppo di Coordinamento Internazionale (ICG) per la fornitura di vaccini, che consente ai Paesi di richiedere dosi per la risposta a focolai.
TAG: MPOX, ONE HEALTH, VACCINI, VAIOLO DELLE SCIMMIE, ZOONOSISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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