Suini
11 Settembre 2026Il Governo si è impegnato a finanziare un laboratorio ad alta biosicurezza dedicato alla ricerca sulla Peste suina africana presso la SSICA di Parma, con l'obiettivo di sviluppare protocolli scientifici per certificare l'assenza del virus nei prodotti alimentari e tutelare l'export italiano
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Un nuovo strumento scientifico per contrastare la Peste suina africana (Psa) e, soprattutto, per proteggere la filiera suinicola italiana dalle pesanti conseguenze commerciali che accompagnano la diffusione della malattia. Con l'approvazione di un ordine del giorno al disegno di legge ColtivaItalia, il Governo si è impegnato a contribuire al finanziamento di un laboratorio ad alta biosicurezza dedicato alla ricerca sulla Psa presso la Stazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari (SSICA) di Parma. L'iniziativa, promossa dall'onorevole Laura Cavandoli, capogruppo in Commissione Agricoltura della Camera, punta a mettere a disposizione della filiera una struttura in grado di sviluppare e validare procedure scientifiche per verificare l'assenza del virus nei prodotti alimentari.
La Psa non rappresenta soltanto un'emergenza sanitaria veterinaria. Le sue conseguenze economiche possono estendersi ben oltre gli allevamenti e i territori direttamente interessati dai focolai. La comparsa del virus può determinare restrizioni commerciali da parte di Paesi terzi, con ricadute sulle esportazioni di carni e salumi anche quando i prodotti interessati non presentano un concreto rischio sanitario. Proprio per questo, la possibilità di disporre di protocolli scientificamente validati rappresenterebbe uno strumento aggiuntivo per sostenere il confronto con le autorità sanitarie dei Paesi importatori e rafforzare le garanzie offerte dalle produzioni italiane.
“La SSICA è un centro di eccellenza riconosciuto a livello internazionale per la ricerca alimentare e sulle produzioni dei salumi”, ha spiegato Cavandoli. “Contribuire alla dotazione di una struttura capace di sviluppare e validare procedure scientifiche per certificare l'assenza del virus nei prodotti alimentari significherebbe offrire uno strumento fondamentale per tutelare la salute dei consumatori e il nostro export”.
Le restrizioni adottate da alcuni mercati extraeuropei possono colpire intere categorie di prodotti sulla base della presenza della malattia sul territorio nazionale, senza una sufficiente regionalizzazione del rischio. Per una filiera caratterizzata da produzioni a elevato valore aggiunto e da alcune delle più importanti DOP e IGP agroalimentari italiane, le conseguenze possono essere particolarmente pesanti.
“Troppo spesso la comparsa della PSA porta alcuni Paesi extra UE a bloccare indiscriminatamente le importazioni di salumi italiani”, ha sottolineato Cavandoli. “Disporre di protocolli scientificamente validati consentirebbe di rafforzare le garanzie sanitarie e di difendere un comparto che rappresenta un'eccellenza del Made in Italy”.
Assosuini valuta positivamente ogni investimento capace di rafforzare la ricerca, la biosicurezza e la capacità scientifica italiana nella gestione della Psa. La creazione di un laboratorio specializzato a Parma può rappresentare un tassello importante, soprattutto se i risultati della ricerca potranno tradursi rapidamente in strumenti operativi e protocolli riconosciuti anche sul piano internazionale.
Secondo Assosuini, la ricerca deve inserirsi in una strategia complessiva, che richiede contemporaneamente il controllo della popolazione di cinghiali, la ricerca e rimozione tempestiva delle carcasse, il rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti, una gestione efficace delle zone soggette a restrizione e un'intensa azione diplomatica per ottenere dai Paesi terzi il riconoscimento della regionalizzazione e delle garanzie sanitarie offerte dal sistema produttivo italiano.
Nel cuore della Food Valley italiana convivono competenze scientifiche, industria di trasformazione, allevamento e alcune delle produzioni di salumeria più conosciute al mondo. Trasformare queste competenze in capacità di ricerca applicata sulla Psa significa anche dotare il sistema suinicolo nazionale di strumenti più efficaci per fronteggiare eventuali future crisi sanitarie. L'impegno assunto dal Governo costituisce un primo passo: ora sarà importante arrivare rapidamente alla sua concreta attuazione, individuando le risorse necessarie affinché il nuovo laboratorio possa diventare uno strumento realmente a disposizione dell'intera filiera suinicola italiana.
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