flebotomi
04 Settembre 2026I flebotomi stanno ampliando la loro distribuzione in Italia. Campionamenti al Nord rilevano Toscana virus e altri phlebovirus negli stessi vettori coinvolti nella trasmissione della Leishmania

I pappataci stanno ampliando progressivamente la loro distribuzione in Italia e la loro presenza risulta sempre più consolidata anche in diverse aree del Nord. A segnalarlo è Sara Epis, professore associato di Parassitologia all’Università degli Studi di Milano e componente del direttivo della Società italiana di parassitologia, in un’intervista ad Adnkronos Salute.
I flebotomi sono vettori di diversi agenti patogeni. Le due specie indicate da Epis come principali responsabili della trasmissione del Toscana virus, Phlebotomus perniciosus e Phlebotomus perfiliewi, sono anche coinvolte nella trasmissione di Leishmania e risultano tra le specie maggiormente diffuse. Secondo l’esperta, i cambiamenti climatici stanno contribuendo all’espansione dell’areale di questi insetti.
La presenza del Toscana virus non è limitata alle regioni da cui prende il nome. I casi vengono rilevati anche fuori da Toscana ed Emilia-Romagna, comprese regioni del Nord Italia. Epis riferisce che anche la Lombardia registra ogni anno infezioni che in passato non venivano diagnosticate.
Dal punto di vista della sorveglianza veterinaria, l’attenzione si concentra anche sul possibile ruolo degli animali nel mantenimento del virus. Secondo Epis, l’uomo presenta una viremia troppo bassa per rappresentare con probabilità un serbatoio efficace. Il ruolo principale nella circolazione del virus è attribuito agli stessi flebotomi, mentre resta da chiarire l’eventuale presenza di altri serbatoi animali.
Il gruppo dell’Università Statale di Milano sta effettuando campionamenti di flebotomi in aree periurbane del Nord Italia già interessate dalle attività sulla Leishmania, cercando anche la presenza del Toscana virus. Analoghe attività di sorveglianza sono condotte dagli Istituti zooprofilattici sperimentali.
Secondo quanto riferito da Epis, gli Istituti zooprofilattici sperimentali del Veneto e dell’Emilia-Romagna hanno rilevato, in alcuni pool di flebotomi raccolti nell’ambito della sorveglianza, la presenza del Toscana virus e di altri phlebovirus trasmessi da questi insetti.
I flebotomi compiono il pasto di sangue sia sugli animali sia sull’uomo. La loro attività si concentra soprattutto dal tardo pomeriggio alle prime ore del mattino. Nel Centro e nel Nord Italia la stagione di maggiore attività va indicativamente da maggio a settembre, con possibile estensione fino a ottobre quando le temperature rimangono elevate. Nel Sud la loro presenza può protrarsi per una parte più ampia dell’anno.
L’espansione geografica dei flebotomi rafforza quindi l’interesse per una sorveglianza integrata dei vettori e degli agenti patogeni da essi trasmessi, con particolare attenzione alle aree nelle quali sono già in corso attività di monitoraggio della Leishmania.
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