Cambiamento climatico
03 Settembre 2026La quinta ondata di calore dell'estate ha causato una moria di cozze in Emilia-Romagna e Veneto, con perdite superiori al 90% della produzione nella zona tra Goro e Porto Garibaldi e danni diretti stimati in oltre 50 milioni di euro secondo Confcooperative Agroalimentare e Pesca

Il mare a 32 °C ha messo fuori uso la produzione di cozze in Alto Adriatico. La quinta ondata di calore dell'estate è stata fatale per la mitilicoltura in Emilia-Romagna, sulla scia di quanto già accaduto nella laguna veneta poche settimane prima, come emerge dal monitoraggio di Confcooperative Agroalimentare e Pesca. Epicentro della moria è la zona tra Goro e Porto Garibaldi, dove si concentra oltre il 60% del polo produttivo regionale di allevamento in mare: qui, tra acque eccessivamente calde e anossia, è andato perso oltre il 90% del prodotto, pari a circa 20-25mila tonnellate già pronte per la vendita o destinate a seme per le produzioni del prossimo anno.
“Un conto di oltre 50 milioni di euro di danni diretti destinato a salire”, evidenzia Confcooperative, considerando anche la perdita delle produzioni future. Anche i produttori veneti hanno pagato un prezzo elevato in questa estate rovente non ancora conclusa.
Nella Sacca di Scardovari, in provincia di Rovigo, dove la temperatura dell'acqua ha raggiunto i 32°C, il caldo record ha provocato una moria improvvisa di circa mille quintali di cozze proprio nel pieno della stagione commerciale. Il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine è stato costretto a sospendere ufficialmente la vendita del prodotto DOP allevato in laguna, limitando la produzione ai soli allevamenti in mare.
“Dopo il duro colpo avuto a fine luglio per le vongole a causa delle alghe, ora dobbiamo affrontare un'altra emergenza”, ha dichiarato Vadis Paesanti, vicepresidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca dell'Emilia-Romagna, ricordando che un episodio simile si era già verificato tre anni fa. “Siamo molto preoccupati, ma questa volta ad essere in sofferenza non è solo la laguna ma il mare aperto. Stiamo lavorando per il riconoscimento della calamità naturale”.
Oltre alla perdita del prodotto già pronto per la vendita, a preoccupare i produttori è la raccolta del prossimo anno. Quella delle cozze è una produzione stagionale, e proprio in questo periodo dell'anno si gettano le basi per il prodotto che raggiungerà la taglia commerciale tra marzo e fine agosto.
CITATI: VADIS PAESANTISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
02/09/2026
L’Ema ha lanciato un progetto pilota di sottomissione volontaria dei dati (VDS) per favorire la condivisione di informazioni generate con le New Approach Methodologies (NAM), strumenti innovativi...
A cura di Redazione Vet33
02/09/2026
Dal 1° settembre Emanuele Ferraro è il nuovo Head of Animal Health della filiale italiana di Boehringer Ingelheim: entra nell’Executive Committee, con la prevenzione al centro della sua strategia...
A cura di Redazione Vet33
02/09/2026
Uno studio sierologico condotto in California ha rilevato anticorpi neutralizzanti contro il virus H5N1 in 3 gatti domestici su 12 campionati entro 2 km dagli allevamenti da latte colpiti dai focolai...
A cura di Redazione Vet33
02/09/2026
Dal 3 settembre entra in vigore il Regolamento di esecuzione (Ue) 2026/1189, che esclude il Brasile dall’elenco dei Paesi terzi conformi alle norme europee sugli antimicrobici: bando di quattro...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022