Api
25 Agosto 2026Il rilevamento dell’acaro Tropilaelaps mercedesae in Turchia, non ancora confermato ufficialmente, alimenta il rischio di diffusione verso l’Europa orientale. Il Centro di Referenza Nazionale per l’apicoltura dell’IZSVe richiama l’attenzione su sorveglianza e controlli sulle importazioni

Il rilevamento dell’acaro Tropilaelaps mercedesae segnalato ad Artvin, nella Turchia nord-orientale, vicino al confine con la Georgia, rappresenta una nuova minaccia per la salute delle api in Europa. Sebbene la sua presenza non sia ancora stata confermata ufficialmente dalle autorità turche, il livello di infestazione osservabile in un video diffuso dall’associazione di ricerca PHIRA-Science appare elevato, rendendo necessarie verifiche ufficiali rapide. Il Centro di Referenza Nazionale (CRN) per l’apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) richiama l’attenzione sull’importanza della sorveglianza e dei controlli sulle importazioni per evitare l’introduzione del parassita in Europa e in Italia.
La situazione geografica desta preoccupazione anche alla luce delle precedenti segnalazioni di Tropilaelaps mercedesae in Georgia nel 2024 e in Russia nel 2025, oltre a timori relativi a possibili presenze in Armenia, Azerbaigian e Iran. Il ritrovamento in Turchia potrebbe rappresentare un ulteriore passo nell’espansione dell’acaro verso occidente, in un’area, quella di Artvin, legalmente designata come zona isolata per la protezione genetica della specie Apis mellifera caucasica, elemento che rende il rilevamento ancora più significativo.
Il CRN per l’apicoltura dell’IZSVe svolge un ruolo attivo nella preparazione a questo scenario, grazie all’esperienza già maturata sulle malattie delle api e sui parassiti esotici. Il Centro contribuisce alla sorveglianza nazionale, attivata nel 2026 con un piano specifico che si affianca a quello già in vigore per Aethina tumida, oltre al rafforzamento delle capacità diagnostiche, alla formazione e allo scambio internazionale di competenze sulle minacce emergenti.
Un esempio concreto di questo impegno è la partecipazione del CRN italiano al workshop pratico organizzato in Kazakistan il 17 e 18 agosto 2026, che ha permesso di trasferire conoscenze sulla biologia del parassita, ancora limitate, e nozioni pratiche sulle modalità di rilevamento e sorveglianza, rafforzando le capacità diagnostiche dei Paesi potenzialmente a rischio.
Il dottor Franco Mutinelli, direttore del CRN per l’apicoltura e componente, insieme al proprio staff, del Gruppo di Lavoro Apimondia sulle Buone Pratiche Veterinarie in Apicoltura, ha dichiarato: “La situazione attuale dovrebbe essere considerata un campanello d’allarme per le autorità veterinarie e apistiche europee. La possibile presenza di T. mercedesae in Turchia aumenta il rischio di una sua ulteriore diffusione verso l’Europa orientale e, successivamente, anche più a ovest. L’informazione e la prevenzione non dovrebbero quindi iniziare dopo la prima introduzione confermata in Europa, ma prima che l’acaro raggiunga il territorio europeo”.
Mutinelli ha indicato i Paesi su cui concentrare l’attenzione: “Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta a Ucraina, Bulgaria, Bielorussia, Romania, Grecia e Cipro, oltre agli altri Paesi situati lungo le possibili vie di introduzione. È fondamentale rafforzare fin d’ora la sorveglianza, con un’attenzione particolare alla movimentazione e importazione di api e materiale apistico, che avviene spesso in modo incontrollato”. Secondo Mutinelli, prevenire l’insediamento di Tropilaelaps sarà molto più efficace e sostenibile che tentare di eradicare o controllare il parassita una volta insediatosi.
L’esperienza italiana nella sorveglianza e gestione dei parassiti esotici delle api, inclusa Aethina tumida, rappresenta una fonte di competenze utile in vista della possibile introduzione di Tropilaelaps. Le esperienze maturate nella diagnosi precoce, nella sorveglianza basata sul rischio, nelle indagini sul campo, nella conferma di laboratorio e nell’attuazione tempestiva delle misure di controllo possono essere applicate anche a questa nuova minaccia, con il CRN italiano in grado di svolgere una funzione di collegamento tecnico tra autorità veterinarie nazionali, laboratori di riferimento, organizzazioni apistiche e reti scientifiche internazionali.
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