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24 Agosto 2026

West Nile, virus isolato in gazze nel Perugino

La Regione Umbria ha intercettato la circolazione del virus West Nile in alcuni esemplari di gazza nella provincia di Perugia, nell’ambito del Piano regionale arbovirosi 2026. Attivati i protocolli di sicurezza trasfusionale e i trattamenti larvicidi nelle aree interessate

di Redazione Vet33


West Nile, virus isolato in gazze nel Perugino

Nell’ambito delle attività di prevenzione previste dal Piano regionale arbovirosi 2026, la direzione regionale Salute e Welfare dell’Umbria ha reso noto che, a inizio agosto, è stata intercettata la circolazione del virus West Nile nella provincia di Perugia. Il virus è stato isolato in alcuni esemplari di gazza, nell’ambito dei controlli costanti condotti sull’avifauna selvatica grazie alla collaborazione con gli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) regionali, a conferma dell’efficienza della rete di monitoraggio attiva sul territorio umbro.

Perché la gazza è la specie sentinella per la sorveglianza

Il costante controllo della gazza (Pica pica), individuata come “specie bersaglio” stanziale per la sorveglianza attiva, consente agli esperti di rilevare la presenza del virus nell’ambiente con largo anticipo, prima che possa interessare l’uomo o altri animali. Per la provincia di Perugia, classificata come area ad alto rischio, il Piano regionale prevede un programma particolarmente rigoroso, con quattrocento campionamenti previsti su questa specie.

Come si trasmette il virus e perché la popolazione non è a rischio diretto

La direzione regionale ha voluto rassicurare la popolazione, ricordando che il virus West Nile non si trasmette in alcun modo per contatto diretto tra persone o da animale a uomo. L’infezione si contrae esclusivamente tramite la puntura di zanzare infette, in particolare la zanzara comune (Culex pipiens), che hanno precedentemente punto uccelli selvatici infetti, i quali costituiscono il serbatoio naturale del virus.

I protocolli attivati dopo l’intercettazione del virus

L’individuazione della circolazione virale ha fatto scattare immediatamente i protocolli previsti per la tutela della salute pubblica. Sul fronte trasfusionale sono state avviate le misure di sicurezza per le donazioni di sangue ed emocomponenti nella zona interessata, allo scopo di azzerare ogni possibile rischio di trasmissione. Le amministrazioni comunali coinvolte sono state inoltre sollecitate a rafforzare i trattamenti larvicidi e le azioni di contenimento delle zanzare nelle aree più sensibili, mentre prosegue ogni quindici giorni il monitoraggio tramite trappole dedicate, utile a verificare la densità degli insetti sul territorio.

La sorveglianza veterinaria sugli equidi

La Regione Umbria evidenzia che proseguono in modo costante anche le verifiche sanitarie sugli equidi. I cavalli, come gli esseri umani, non possono trasmettere l’infezione ad altri individui, ma la sorveglianza veterinaria, attiva tutto l’anno, garantisce un’osservazione continua e un intervento tempestivo in caso di sintomi neurologici, con obbligo di registrazione nei sistemi informativi nazionali entro 24 ore. Grazie alla sinergia tra i diversi settori della sanità pubblica e all’approccio integrato One Health, la Regione garantisce una vigilanza rigorosa e continuativa a tutela della salute dei cittadini e della sicurezza del territorio.

TAG: ARBOVIROSI, CAVALLI, CULEX PIPIENS, GAZZE, ONE HEALTH, PERUGIA, REGIONE UMBRIA, VIRUS WEST NILE

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