Clima
25 Giugno 2026Un report del WWF documenta il declino del 45% degli invertebrati dal 1970 e l’espansione di zanzare, zecche e specie invasive. A rischio impollinatori, biodiversità, agricoltura e salute pubblica

La crisi climatica sta rimodellando il mondo degli insetti: mentre gli impollinatori declinano e gli invertebrati acquatici si riducono, zanzare, zecche e specie invasive trovano condizioni sempre più favorevoli per proliferare. È il quadro tracciato dal report del WWF, Insetti e persone: chi vince e chi perde nel clima che cambia?, che analizza gli effetti del riscaldamento globale sulle popolazioni di invertebrati. A livello globale l’abbondanza degli invertebrati è diminuita del 45% dal 1970, in quella che gli scienziati definiscono una vera e propria “morte per mille tagli” determinata dall’azione combinata di cambiamento climatico, perdita di habitat, urbanizzazione, inquinamento e uso dei pesticidi.
Circa il 90% delle piante da fiore selvatiche e il 75% delle colture alimentari dipendono dall’ impollinazione degli insetti, un servizio ecosistemico valutato in circa 26 miliardi di dollari in Europa e 3 miliardi in Italia. Tuttavia, il 10% delle specie di apoidei è a rischio estinzione secondo la Lista Rossa europea, mentre le specie di farfalle minacciate di estinzione sono passate dal 9% al 15% negli ultimi 15 anni; includendo quelle prossime alla minaccia, la quota raggiunge il 28%. Le specie montane sono particolarmente colpite, costrette a spostarsi verso quote sempre più elevate con una conseguente riduzione degli habitat disponibili.
L’espansione delle città e la riduzione delle aree verdi stanno alimentando il fenomeno delle “isole di calore urbane”, che in alcune città italiane possono determinare temperature fino a 6 gradi superiori rispetto alle aree rurali circostanti. Queste condizioni mettono sotto stress soprattutto le api selvatiche, in particolare le specie di piccole dimensioni e quelle più specializzate, che hanno maggiori difficoltà ad adattarsi alle modifiche dell’ambiente e alla perdita delle risorse alimentari. La riduzione degli impollinatori rappresenta non solo un danno ambientale, ma anche una perdita di servizi ecosistemici essenziali per il benessere delle popolazioni urbane.
Inverni più miti e stagioni calde più lunghe favoriscono la sopravvivenza e la diffusione degli artropodi vettori di malattie. La zecca Ixodes ricinus, vettore della malattia di Lyme e dell’encefalite da zecche, sta ampliando il proprio areale verso quote e latitudini più elevate: tra il 2015 e il 2023 in Europa si sono registrati in media circa 130.000 casi di malattia di Lyme all’ anno. La zanzara tigre si è ormai stabilizzata in numerosi Paesi europei, favorendo la possibile diffusione di dengue, Zika e Chikungunya. Per il West Nile Virus, in Italia nel 2024 sono stati registrati 460 casi, di cui 272 nella forma neuro-invasiva; secondo alcune stime il rischio di diffusione in Europa potrebbe aumentare fino a cinque volte entro il 2060.
Con il riscaldamento climatico, alcune specie invasive trovano condizioni sempre più proliferazione. Tra queste, il bostrico tipografo causa gravi danni alle foreste alpine, mentre il coleottero giapponese e la cimice asiatica minacciano coltivazioni, frutteti e vigneti. Le primavere anticipate consentono a queste specie di completare più cicli riproduttivi ogni anno e di espandersi in nuovi territori. Anche la mosca dell’olivo sta beneficiando del riscaldamento, con infestazioni più intense che compromettono quantità e qualità della produzione olearia.
Il WWF richiama l’approccio One Health per affrontare la diffusione degli insetti vettori di malattie, considerando salute umana, animale e ambientale come strettamente interconnesse. Tra le priorità indicate, l’attuazione della Nature Restoration Law e della Strategia europea per la biodiversità 2030, il ripristino degli habitat, la transizione agroecologica con riduzione dei pesticidi e rafforzamento della lotta integrata.
TAG: IMPOLLINATORI, INSETTI, MALATTIA DI LYME, RISCALDAMENTO GLOBALE, SPECIE INVASIVE, VIRUS WEST NILE, WWF, ZANZARE, ZECCHESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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