Farmaci
11 Giugno 2026Il Consiglio dei ministri approva in esame preliminare il decreto che adegua la normativa italiana ai regolamenti europei sui controlli dei residui di sostanze farmacologicamente attive negli animali destinati alla produzione alimentare

Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che adegua la normativa nazionale ai regolamenti europei in materia di controlli sull'uso di sostanze farmacologicamente attive autorizzate come medicinali veterinari o come additivi per mangimi.
Il provvedimento, proposto dal Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti, dal Ministro della Salute Orazio Schillaci e dal Ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, recepisce le disposizioni contenute nel regolamento delegato (Ue) 2022/1644 e nel regolamento di esecuzione (Ue) 2022/1646.
Secondo quanto riferito nel comunicato finale di Palazzo Chigi, l'obiettivo è adeguare l'ordinamento nazionale al nuovo quadro normativo europeo e garantire un sistema armonizzato e aggiornato di controlli ufficiali sui residui di sostanze farmacologicamente attive negli animali destinati alla produzione di alimenti e nei prodotti di origine animale.
L'intervento si inserisce nel contesto del regolamento (Ue) 2017/625 e tiene conto dell'abrogazione della direttiva 96/23/Ce, con il conseguente superamento del precedente assetto normativo nazionale.
Il decreto disciplina il Piano nazionale residui (Pnr), individuato come strumento centrale per la pianificazione, l'esecuzione e la rendicontazione dei controlli ufficiali. Il Piano sarà articolato in tre componenti.
La prima è il Piano mirato, basato sul rischio, finalizzato a verificare la conformità delle produzioni rispetto alla normativa europea e ai limiti di residui previsti. La seconda è il Piano di sorveglianza, fondato su controlli casuali destinati al monitoraggio di un'ampia gamma di sostanze. La terza è il Piano Paesi terzi, anch'esso basato sul rischio, dedicato al controllo degli animali e dei prodotti importati.
Il numero minimo di campioni da sottoporre a controllo sarà definito a livello europeo sulla base della produzione, della consistenza delle popolazioni animali e dei flussi di importazione. La programmazione annuale dei controlli sarà invece modulata in funzione dei fattori di rischio, tra cui eventuali non conformità rilevate negli anni precedenti o segnalazioni provenienti dal territorio.
Il provvedimento riordina inoltre competenze e responsabilità delle autorità coinvolte nelle attività di controllo, nel rispetto della ripartizione delle funzioni tra Stato e Regioni.
Le attività di pianificazione, esecuzione e rendicontazione dei controlli saranno gestite attraverso il sistema informatico Nsis/Radisan, con l'obiettivo di garantire tracciabilità, uniformità dei dati e integrazione delle informazioni a livello nazionale ed europeo.
Secondo il Governo, il decreto consentirà di adeguare formalmente e sostanzialmente la normativa italiana alle disposizioni dell'Unione europea e di razionalizzare la disciplina vigente, eliminando sovrapposizioni e disposizioni non più coerenti con il quadro normativo comunitario.
CITATI: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, ORAZIO SCHILLACI, TOMMASO FOTISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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