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16 Giugno 2022

Sars-CoV-2: sopravvivenza di virus surrogati nella carne congelata

Uno studio dimostra che surrogati virali SARS-CoV-2 come Phi 6 e coronavirus animali hanno la capacità di sopravvivere su alcuni prodotti a base di carne e pesce se conservati refrigerati o congelati.  Per questo è sempre fondamentale prevenire la contaminazione degli alimenti e delle superfici di lavorazione degli alimenti.


Sars-CoV-2: sopravvivenza di virus surrogati nella carne congelata

I macelli e gli stabilimenti destinati alla lavorazione di carne e pesce, già fin dall’esordio della pandemia da Sars-Cov-2, si sono rivelati potenziali bacini di infezione. In questo senso, il primo allarme, risalente al periodo maggio-luglio 2020, fu dei CDC statunitensi (Centers for Disease Control and Prevention) di Atlanta, che delinearono il fenomeno a livello di Nord-America. Successivamente, fu l’Istituto tedesco di sanità pubblica “Robert Koch” ad indicare a più riprese i focolai nei distretti sede di macelli industriali ad alta capacità lavorativa (5000-15.000 lavoratori per impianto) di Osnabrück, Straubing/Straubing-Bogen, Coesfeld, Sonneberg. A livello europeo altri importanti focolai si registrarono in Irlanda, in Francia, nei Paesi Bassi e in Spagna e il Centro Europeo per le Malattie Trasmissibili (European Centre for Disease Control and prevention, ECDC), nel suo report di agosto 2020 segnala 153 cluster legati all’industria della lavorazione e confezionamento alimentare, con 3.856 casi confermati, 4 decessi e un numero che varia da 2 a 217 di casi per cluster.           

Anche sulla base di queste osservazioni, è stato suggerito che alimenti contaminati potessero avere un ruolo come fonte di esposizione a SARS-CoV-2.  Partendo da questo assunto uno studio dell’Istituto di Sanità Pubblica del Texas si è proposto di valutare la sopravvivenza (e la conseguente trasmissione) di particelle virali nella carne soggetta a processi di conservazione. Si è quindi scoperto che un batteriofago a RNA con involucro lipidico, phi 6, e due coronavirus animali surrogati del SARS-CoV-2, ovvero il virus dell'epatite murina ( MHV) e il virus della gastroenterite trasmissibile (TGEV), riescono a sopravvivere in misura variabile fino a 30 giorni in carne o pesce trattati con sistemi di conservazione a freddo. I virus, precisa lo studio, sono sopravvissuti ad alte concentrazioni sia a temperature refrigerate che congelate. Per questo, sono necessari sforzi continui per prevenire la contaminazione degli alimenti e delle superfici di lavorazione degli alimenti, delle mani dei lavoratori e degli utensili per la lavorazione degli alimenti come i coltelli, ed è necessario affrontare meglio la mancanza o la disinfezione inadeguata di questi alimenti prima del confezionamento della carne e durante tutta la filiera. 

Persistence of Coronavirus Surrogates on Meat and Fish Products during Long-Term Storage Emily S Bailey, Marina Curcic, Mark D Sobsey  DOI: 10.1128/aem.00504-22

TAG: CONTAMINAZIONE, SARS-COV-2, VIRUS

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