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12 Maggio 2026

Afta epizootica. Il sierotipo SAT 1 avanza in Eurasia, focolai in Grecia e Cina nord-occidentale

Il sierotipo SAT 1 dell’afta epizootica si è diffuso in otto Paesi del Medio Oriente e Nord Africa da gennaio 2025, ha raggiunto l’isola greca di Lesbo a marzo e la Cina nord-occidentale ad aprile. L’aggiornamento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna

di Redazione Vet33


Afta epizootica. Il sierotipo SAT 1 avanza in Eurasia, focolai in Grecia e Cina nord-occidentale

Il sierotipo SAT 1 del virus dell’afta epizootica, tradizionalmente considerato endemico del continente africano, ha compiuto nell’ultimo anno un’espansione geografica che coinvolge ora otto Paesi eurasiatici e, per la prima volta, territorio dell’Unione Europea. Da gennaio 2025 è stato segnalato in Iraq, Egitto, Kuwait, Turchia, Azerbaijan, Libano, Israele e Cipro. A metà marzo è stato isolato sull’isola greca di Lesbo, con 17 focolai su bovini e piccoli ruminanti. Nei primi giorni di aprile è comparso nella Cina nord-occidentale, nelle regioni di Gansu e Xinjiang Uyghur, al confine con la Russia, con 219 animali colpiti su 6.299 esposti in due allevamenti.

La crisi del modello a pool geografici

L’epidemiologia dell’afta epizootica è stata a lungo organizzata attorno al concetto di pool geografici, aree endemiche caratterizzate dalla circolazione di sierotipi specifici, con dinamiche di diffusione relativamente prevedibili. Questo modello interpretativo mostra oggi limiti evidenti. Le incursioni di ceppi in aree geograficamente lontane dal loro areale abituale si moltiplicano: il caso più recente prima del SAT 1 riguardava il sierotipo SAT 2, anch’esso di origine africana, diffusosi in numerosi Paesi del Medio Oriente. Prima ancora, ceppi sudamericani avevano raggiunto il Nord Africa.

Il SAT 1 rappresenta l’evoluzione più preoccupante di questa tendenza, per la velocità di diffusione e per l’ampiezza geografica dell’espansione registrata in soli quattro mesi.

La diffusione in Medio Oriente e il caso di Lesbo

Da gennaio 2025, il sierotipo SAT 1 è stato segnalato in sequenza in Iraq, Egitto, Kuwait, Turchia, Azerbaijan, Libano, Israele e Cipro. A metà marzo il virus è stato isolato sull’isola greca di Lesbo, segnando l’ingresso in territorio Ue con il coinvolgimento di bovini e piccoli ruminanti e un totale di 17 focolai. La posizione geografica di Lesbo, prossima alla costa turca, rende il caso coerente con la catena di diffusione già documentata in Turchia, ma non meno significativo sul piano della sorveglianza comunitaria.

Il focolaio in Cina nord-occidentale

Nei primi giorni di aprile il SAT 1 è stato identificato nelle regioni cinesi di Gansu e Xinjiang Uyghur, al confine con la Russia. Al momento risultano colpiti 219 animali in due allevamenti, con 6.299 capi esposti. Si tratta di un’area geograficamente distante dai precedenti focolai mediorientali, che suggerisce percorsi di introduzione del virus ancora da chiarire e amplia ulteriormente il perimetro di rischio.

Sorveglianza e allerta in un contesto geopolitico instabile

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (Izsler) sottolinea come la crescente dinamicità epidemiologica dell’afta epizootica si intrecci con la forte instabilità geopolitica di molti dei Paesi coinvolti, fattore che complica il monitoraggio e la risposta ai focolai. Mantenere elevati livelli di allerta e garantire una risposta tempestiva in caso di introduzione del virus restano le priorità indicate dagli esperti, in un contesto in cui i confini tradizionali dei pool geografici non offrono più le stesse garanzie di contenimento.

TAG: AFTA EPIZOOTICA, CINA, FOCOLAI, GRECIA, IZS DELLA LOMBARDIA E DELL’EMILIA-ROMAGNA, LESBO, MEDIO ORIENTE, SAT-1

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