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11 Maggio 2026

De-estinzione del bluebuck. Colossal Biosciences avvia editing genomico sull’antilope roana

Colossal Biosciences ha avviato la fase di editing genomico sull’antilope roana, parente più prossimo del bluebuck, la razza sudafricana cacciata fino all’estinzione nel 1800. Il progetto segue la metodologia già applicata al lupo della preistoria

di Redazione Vet33


De-estinzione del bluebuck. Colossal Biosciences avvia editing genomico sull’antilope roana

Colossal Biosciences ha annunciato l’avvio della fase di editing genomico per la de-estinzione del bluebuck (Hippotragus leucophaeus), un’antilope dal caratteristico mantello blu-ardesia che abitava le praterie costiere del Capo occidentale sudafricano finché i coloni europei la cacciarono fino all’estinzione, attorno al 1800. L’azienda texana, che ha già al proprio attivo la nascita di tre esemplari di lupo preistorico (dire wolf) geneticamente ingegnerizzati, sta ora introducendo le varianti genomiche del bluebuck nelle cellule dell’antilope roana (Hippotragus equinus), la specie vivente più vicina filogeneticamente, con una similarità genomica superiore al 98%.

La pipeline tecnologica: dal DNA museale all’embrione

Il punto di partenza del progetto è stato un esemplare bluebuck maschio giovane conservato allo Swedish Museum of Natural History di Stoccolma, da cui il team ha estratto il DNA necessario per ricostruire il genoma della specie. Il confronto tra il genoma del bluebuck e quello della roana ha permesso di identificare le varianti responsabili delle caratteristiche distintive dell’antilope estinta.

Il progetto è ora nella fase di editing genomico: le sequenze genomiche specifiche del bluebuck vengono introdotte nelle cellule della roana attraverso tecniche di ingegneria genetica. Una volta completate le modifiche, il passaggio successivo prevede la creazione di un embrione a partire dalle cellule editiate e il successivo impianto in una madre surrogata; la gestazione dura circa nove mesi.

Cellule staminali e riproduzione assistita

Parallelamente all’editing, il team ha sviluppato cellule staminali pluripotenti da antilopi roane, cellule “starter” capaci di differenziarsi in numerosi tipi cellulari e necessarie per la generazione degli embrioni. Colossal ha inoltre messo a punto tecniche avanzate per la raccolta di ovociti da specie di antilope, un passaggio tecnico non banale su ungulati selvatici. Il Ceo Ben Lamm ha definito questi progressi nella riproduzione assistita una “svolta” applicabile anche ad altre specie del genere.

Il precedente del dire wolf

La metodologia applicata ricalca quella già utilizzata per il lupo preistorico. In quel caso, Colossal ha editato le cellule del lupo grigio – parente più prossimo del dire wolf – introducendo tratti genomici ricavati da resti fossilizzati risalenti a circa 13.000 anni fa, quindi ha creato embrioni per clonazione e li ha impiantati in madri surrogate domestiche. I tre cuccioli nati nell’aprile 2025 vivono attualmente in una riserva di 810 ettari.

Implicazioni per la conservazione degli ungulati

Il progetto non si limita alla de-estinzione in senso stretto. Lamm ha sottolineato come le tecnologie sviluppate per il bluebuck possano avere ricadute dirette sulla conservazione delle specie di antilope attualmente minacciate: circa un terzo delle 90 specie di antilope esistenti è classificato come minacciato o quasi minacciato dall’IUCN. Le competenze in editing genomico, gestione delle cellule staminali e riproduzione assistita sviluppate nell’ambito di questi progetti potrebbero essere applicate a programmi di conservazione per specie a rischio, aprendo prospettive rilevanti per la medicina della fauna selvatica e la zoologia conservazionistica.

CITATI: BEN LAMM
TAG: ANIMALI ESTINTI, ANTILOPI, CELLULE STAMINALI, COLOSSAL BIOSCIENCES, DE-ESTINZIONE, FAUNA SELVATICA, UNGULATI

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