Alimentazione
08 Maggio 2026Il nuovo rapporto EFSA su oltre 125.000 campioni alimentari conferma la conformità ai limiti UE per i residui di pesticidi. Per la prima volta i controlli alle frontiere sono distinti dai programmi nazionali.

Il rischio per la salute umana derivante dai residui di pesticidi negli alimenti rimane basso in tutta Europa. È la conclusione dell’ultimo rapporto Efsa, basato sull’analisi di oltre 125.000 campioni raccolti nel 2024 nell’ambito di tre diversi programmi di controllo: il campionamento coordinato a livello Uu, i piani nazionali pluriennali e, per la prima volta separati in una categoria autonoma, i controlli rafforzati alle frontiere. Un quadro complessivo che interessa direttamente i veterinari ufficiali, i responsabili della sicurezza alimentare e tutti i professionisti coinvolti nella sorveglianza della filiera agroalimentare.
L’edizione 2024 del rapporto europeo sui residui di pesticidi negli alimenti analizza i dati raccolti attraverso tre canali distinti. Il campionamento coordinato Ue fornisce una fotografia rappresentativa del mercato europeo, con campioni selezionati ogni anno da un gruppo di alimenti ad ampio consumo e monitorati con cadenza triennale per seguire i trend nel tempo. I piani nazionali pluriennali (MANCP) completano il quadro con criteri che tengono conto del peso dei prodotti nei commerci e nelle diete locali, della storia di non conformità e dei pattern d’uso dei pesticidi. I controlli alle frontiere, infine, appaiono per la prima volta come categoria separata, dopo essere stati inclusi negli anni precedenti tra i dati nazionali.
I risultati sono consultabili attraverso lo strumento di visualizzazione dati dell’Autorità europea.
Nel 2024 le autorità nazionali per la sicurezza alimentare hanno raccolto 9.842 campioni relativi a melanzane, banane, broccoli, funghi coltivati, pompelmi, meloni, peperoni dolci, uva da tavola, olio d’oliva vergine, frumento, grasso bovino e uova di gallina. Il 98,8% è risultato conforme alla normativa Ue, dato sostanzialmente sovrapponibile al 98,7% registrato nel 2021, quando fu analizzata la stessa selezione di prodotti.
Nel 43,1% dei campioni non è stato rilevato alcun residuo misurabile. Il 54,5% presentava uno o più residui entro i limiti massimi di residuo (LMR). Superamenti degli LMR si sono registrati nel 2,4% dei casi; di questi, l’1,2% è stato confermato come non conforme dopo aver considerato l’incertezza di misura.
La parte più consistente del rapporto riguarda i campioni raccolti nell’ambito dei MANCP: 86.449 in totale, con una conformità del 98,2%. Il dato è in linea con gli anni precedenti (98% nel 2023, 97,8% nel 2022). In quasi il 60% dei campioni (58,4%) non sono stati rilevati residui quantificabili; il 38,3% conteneva residui entro gli LMR. I superamenti hanno riguardato il 3,3% dei campioni, con una quota di non conformità dell’1,8%.
La valutazione dell’esposizione dei consumatori condotta dagli esperti Efsa ha confermato un rischio basso per la salute, anche considerando i livelli di residuo rilevati negli alimenti testati nel 2024.
Una delle novità metodologiche del rapporto è la separazione dei dati relativi ai controlli rafforzati alle importazioni, disciplinati da uno specifico regolamento Ue. Questi controlli si concentrano su prodotti, paesi d’origine e tipologie di rischio (pesticidi, contaminazione microbiologica) identificati dagli Stati membri come prioritari. Le partite restano bloccate alle frontiere fino alla disponibilità dei risultati di laboratorio; vengono immesse sul mercato solo se conformi.
Dei 39.433 campioni analizzati nell’ambito di questi controlli, il 38,3% non presentava residui quantificabili e il 56,2% rientrava nei limiti consentiti. Circa il 5,5% ha superato i valori soglia, con una quota di non conformità del 3,6%. Le partite non conformi sono state bloccate all’ingresso nel mercato Ue.
Grasso bovino e uova di gallina rientrano tra i prodotti di origine animale inclusi nel campionamento coordinato Ue, a conferma della rilevanza del report per i professionisti veterinari. I veterinari ufficiali e i responsabili dei piani di autocontrollo nelle filiere produttive sono direttamente coinvolti nei sistemi di monitoraggio che alimentano questo tipo di sorveglianza. La coerenza dei dati nel tempo – con percentuali di conformità stabilmente sopra il 98% – riflette l’efficacia dei controlli, ma anche la necessità di mantenere protocolli rigorosi, in particolare per i prodotti di importazione, dove la quota di non conformità è strutturalmente più alta.
TAG: EFSA, LMR, PESTICIDI, RESIDUI DI PESTICIDI, SICUREZZA ALIMENTARESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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